varie, 26 agosto 2007
ANTENNa 29 e 30 agosto per daria Antenna 29 agosto Franca Valeri nel film Il bigamo (Rete 4, alle 16
ANTENNa 29 e 30 agosto per daria Antenna 29 agosto Franca Valeri nel film Il bigamo (Rete 4, alle 16.40). Sei cani Franca Valeri, 87 anni, vive in una villa sul lago di Bracciano con sei cani che hanno nomi di personaggi di opere liriche: Amalia (I Masnadieri), Sam (Un ballo in maschera), Norina (Don Pasquale), Lucy (Lucia di Lammermoor), Tobio (La figlia del reggimento) e Roro III, che, come i due esemplari identici di King Charles Spaniel che l’hanno preceduto, deve il suo nome all’opera di Verdi Arnoldo (di cui Roro è il diminutivo). Nome d’arte Ha scelto il nome d’arte di Valeri su suggerimento della sua amica Silvana Ottieri, che in quel momento aveva per le mani un libro di Paul Valery edito in Italia dallo zio Valentino Bompiani: ”Mio padre, l’ingegner Norsa, era assai poco convinto della mia carriera d’attrice: così, mentre provavo per la compagnia di Ernesto Calindri, mi cambiai il cognome da Norsa in Valeri. Il nome, invece, è sempre stato quello vero, contrariamente a quanto scrivono le enciclopedie dello spettacolo, che mi attribuiscono quello di Alma”. Attrice ’Non si sa perché abbia voluto far l’attrice; in casa si è poi rintracciata una Fanny Norsa che nel ”700 calcava le scene. Io però non ne sapevo nulla, quando abbandonai Milano per venire a Roma e tentare l’ammissione all’Accademia. Fui bocciata, ma non lo dissi alla famiglia e presi a frequentare la scuola di Pietro Sharof, che mi accettò: gli parevo simpatica”. Rimpianti «Rimpianti? Di non essere alta» (Franca Valeri nel giorno del suo ottantesimo compleanno). Antenna 30 agosto A dieci anni dalla morte di lady D, il documentario ”Diana: storia di una principessa” su Foxlife (alle 15.40). Hasnat Khan Paul Burrell, ex fidatissimo di lady Diana, continua a far soldi a palate svelando segreti sulla vita sentimentale della defunta. L’ultima chicca in un libro di ricordi dal titolo ”Nos plus belles années”: per Diana Dodi Fayed era solo un trastullo utile a far ingelosire il suo vero amore, un cardiologo pakistano di nome Hasnat Khan che abita a Londra e lavora al Brompton Hospital. Pelliccia A detta di Burrel, la principessa l’andava a trovare nel cuore di notte con indosso solo la pelliccia e spesso, nella catena di farmacie Boots, acquistava test di gravidanza («forse sperava di rimanere incinta»). Pakistan Nel 1996 Diana fece un viaggio in Pakistan, motivo ufficiale una visita all’ospedale pediatrico: «In realtà aveva attraversato mezzo mondo per conoscere la madre di Hasnat e strapparle il permesso a una possibile unione» (Paul Burrell). Nozze Khan non solo non le chiese mai di sposarlo ma nel 1997 troncò la relazione, per varie ragioni: non sopportava l’idea di cambiare vita e diventare un personaggio pubblico; la sua nuova fama avrebbe influito negativamente sul suo lavoro, eccetera. Ma Diana continuò a sperare: «Al ritorno dalla Francia avrebbe chiuso il capitolo Dodi - con lui si divertiva, ma non lo amava - e sarebbe tornata a corteggiare il cardiologo» (Burrell). Foulard Pochi giorni prima di morire, Diana inviò il maggiordomo da Khan con un regalo: un foulard impregnato del suo profumo. Khan lo guardò a lungo, poi scoppiò a piangere. E dopo la morte di lei, gli sfuggì un grido d’angoscia: «Avrei potuto salvarla».