Marco Belpoliti, La Stampa 25/8/2007, 25 agosto 2007
Due donne intorno a cor mi son venute», scriveva il Sommo Poeta e così potrebbe dichiarare oggi Silvio Berlusconi
Due donne intorno a cor mi son venute», scriveva il Sommo Poeta e così potrebbe dichiarare oggi Silvio Berlusconi. Se la prima donna è facile da dirsi, viste le cronache di questi giorni - Maria Vittoria Brambilla - la seconda è più celata: Letizia Moratti. Opposte e simmetriche, le due rappresentano i poli dell’oscillazione politica berlusconiana, i suoi due possibili esiti alternativi. Nei giorni in cui la Brambilla, travestita da rosso felino, occupa le prime pagine dei quotidiani, Letizia Moratti, nelle più paludate vesti di sindaco di Milano, al Meeting di Rimini viene riproposta come possibile candidato della CdL alla presidenza del Consiglio. La prima incarna la tendenza «porno chic», come l’ha definita uno studioso di moda, Gilles Lipovetsky, parlando dell’attuale stile comunicativo di pubblicitari e stilisti. Figura erotica e perversa, in versione brianzola, della pubblicità aggressiva e provocante delle televisioni berlusconiane, ma anche delle case di moda, da Dior a Versace, Maria Vittoria Brambilla è la classica cugina di campagna oggetto dei sogni erotici più o meno inconsci dei maschi della famiglia. Letizia Moratti è invece il suo esatto contrario: zia rassicurante, filo di perle al collo, sorriso Durbans, assenza di sex appeal, serietà e buone intenzioni. Mentre MVB, come la chiamano i suoi tifosi sui giornali, è l’emblema della transpolitica, tutto web, siti gossip, realtà virtuale, una ruspante Aiazzone d’inizio secolo, zia Letizia incarna l’ultimo rimasuglio dell’orgoglio meneghino, o almeno vorrebbe farlo. In realtà, mentre MVB vola su teleschermi, stampa rosa, giornali, incarnando perfettamente il registro antipolitico di Berlusconi, zia Letizia è alle prese con un serio problema: governare una moderna metropoli postmoderna, Milano. Lo sta facendo con molta fatica e dubbi risultati. E proprio ora si sta per aprire la campagna d’autunno con il varo delle misure del ticket antismog. L’ex capitale morale è da anni una camera a gas di proporzioni gigantesche e la Moratti, primo cittadino da poco più di un anno, ha promesso di risolvere il problema con una tassa d’ingresso in città che, tra proposte e controproposte, si è ristretta alla cerchia dei Bastioni, antico confine ottocentesco dell’esplosa città diffusa lombarda. La cosa non va bene ai partiti che la sostengono, prima di tutto Forza Italia con Silvio Berlusconi in testa, che non ama incarnare il partito delle tasse proprio nella città simbolo del suo potere economico, anche se si tratta, come in questo caso, di salvaguardare la salute di quasi due milioni di persone, hinterland compreso. MVB va alla grande, tutta spot e slogan, testimonial vivente della «balcanizzazione estetica» della politica italiana, pensata a misura del consumatore emozionale, come lo chiamano i sociologi; zia Letizia fatica nonostante i milioni di euro stanziati dal marito petroliere per farle vincere, seppur di misura, il posto di sindaco della propria città. Il cuore del Cavaliere batte di scuro per la rossa con le calze autoreggenti, ma non può fare a meno di donna Letizia. La prima continua nella seconda, ma la seconda smentisce la prima. Cosa succederà? Difficile dirlo. Berlusconi sa che Letizia Moratti è l’unico politico italiano che ha sufficienti denari e supporti manageriali e pubblicitari - potenza degli uffici stampa - per succedergli alla testa del suo partito d’attacco, Forza Italia, e per questo non l’ama davvero fino in fondo anche se l’ha voluta alla testa della sua Milano. MVB contro zia Letizia? Probabilmente sì, anche perché la rossa di Calolziocorte s’adatta perfettamente alla filosofia biblica del mugnifico signore di Arcore: muoia Sansone con tutti i filistei. Ovvero: dopo di me, nessuno. MVB è la sua duttile ed erotica clava mediatica. Stampa Articolo