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 2007  agosto 25 Sabato calendario

DAL NOSTRO INVIATO

VIGEVANO - Il sostituto procuratore Rosa Muscio, che indaga sull´omicidio del 13 agosto, ha una sponsor che, per chiunque conosca un po´ la storia vera della giustizia in Italia, depone a suo favore: il magistrato Carmen Manfredda, ex procuratore capo di Vigevano e ora a Eurojust. Che spiega: «Sì, è stata mia sostituta per qualche mese, abbiamo lavorato insieme. La ricordo scrupolosa, coscienziosa e tenace». Tre buoni aggettivi per qualificare un pm, ma le lodi continuano: «Bisogna aver pazienza perché da quello che leggo sui giornali il caso non è facile, ma se esiste una possibilità di prendere il colpevole, lei lo prenderà, sono sicura», continua la dottoressa Manfredda, che in passato è stato uno dei cervelli dell´anticrimine di Milano, quando negli anni Settanta e Ottanta le grandi gang dell´Anonima e alcuni rapinatori come Renato Vallanzasca trasformarono i rapimenti e i sequestri di persona in un´industria.
In questi giorni Rosa Muscio passa ore nel suo ufficio al secondo piano, vietato agli estranei: «La dottoressa non riceve e non rilascia interviste», è la risposta invariabile che si ottiene dal suo cancelliere. Ma non si è chiusa nel silenzio per indagare in pace su chi ha ucciso Chiara Poggi: anche quando si occupa di spacciatori di paese o di rapine mantiene lo stesso atteggiamento.
«Sì, per un magistrato che non ci sia meglio che rispettare la legge, essere scrupolosa ed evitare dichiarazioni», conclude Carmen Manfredda. Non raramente un gelido «buongiorno» è tutto quello che Rosa Muscio concede.
Come ricordano alcuni colleghi d´ufficio della questura di Pavia, dove il pm vigevanese è stata poliziotta (come molti magistrati, da Clementina Forleo ad Antonio Di Pietro), «lavorava sodo» e veniva considerata «una persona molto riservata». Per il questore Ferdinando Palombi, capo della polizia ferroviaria a Bologna, «Rosa Muscio era una seria, che voleva davvero occuparsi di giustizia. Anche da noi era alla divisione giudiziaria e, avendo vinto il concorso in magistratura, aspettava la chiamata, che poi è arrivata. Prima è stata a Milano e poi a Vigevano». Sposata e tranquilla, seria e «secchiona» la pm sembra, in qualche maniera, l´alter ego della giovane donna uccisa: persone che si fanno strada con grande impegno e mostrando un «curriculum che parla da solo». Forse anche per questo la dottoressa Muscio non molla di un millimetro: vuole scoprire chi ha ucciso in quel modo una ragazza che si affacciava alla vita e che ce la stava mettendo tutta per riuscire. Come ha fatto anche lei.
(p. col)