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 2007  agosto 17 Venerdì calendario

«Prontooo!». Pansa, la sento insolitamente di buon umore. «Io sono sempre di buon umore. E poi mi trovo a Siena, sta per cominciare il Palio

«Prontooo!». Pansa, la sento insolitamente di buon umore. «Io sono sempre di buon umore. E poi mi trovo a Siena, sta per cominciare il Palio. Però il pensiero dell’ autunno mi mette l’ ansia. Mi angoscia l’ eterno ritorno del sempre uguale. Non ne posso più. Le stesse risse. Le stesse facce». Quali facce, in particolare? «L’ unica faccia che non mi dà troppo fastidio rivedere è quella di Prodi. Un acrobata che cammina sul filo. Spero non cada mai, perché è l’ unica àncora di salvezza che ci resta. Purtroppo la sinistra regressista, che Prodi ha sbagliato a definire "popolare", la sinistra con le ragnatele di Bertinotti e Diliberto proverà a farlo cadere. E Prodi non ha il coraggio di sparigliare e cambiare alleanze, aprendo al centro. Mi ricorda me stesso bambino, quando costruivo castelli di carte e la nonna mi avvertiva: guarda che tra un attimo crolla tutto». Ma è pronta una faccia nuova: Veltroni. «Veltroni le pare nuovo? A me sembra uno di quei bravi ragazzi che non si sposano mai, e al momento di prendere moglie si ritrovano bolliti, inciccioniti, con le borse sotto gli occhi, le zampe di gallina, un’ aria troppo badiale per i Promessi Sposi». Inciccionito? «Sono almeno quindici anni che è lì. Ora lo attende la prova decisiva. Ma per vincerla deve cambiare tutto; altrimenti è fregato. Il Veltroni buonista che abbiamo visto finora, compresa la cerimonia religiosa del Lingotto, non serve a un tubo. Veltroni deve diventare cattivo. Aspro. Deve dire la verità sullo stato del paese: l’ Italia non era così malridotta dai tempi della guerra, l’ unica cosa che funziona è la criminalità organizzata come dimostra la strage di Duisburg. Dovremmo prendere medicine amarissime, sottoporci a cure feroci. Ma temo che Veltroni, più che un medico impietoso, si riveli uno chef esangue e preparerà un inutile brodino». C’ è una faccia alternativa: Rosy Bindi. «Nome da spogliarellista, carattere da sceriffa». Spogliarellista? « una definizione che scrissi quando tentava di salvare la Dc veneta, forse per l’ assonanza con Rosa Fumetto. Qualche giorno dopo, mi intravide in treno. Aprì la porta dello scompartimento, mi puntò il dito e disse sorridendo: "Pansa, io avrò anche un nome da spogliarellista, ma di sceriffi ne valgo tre"». La Bindi le piace. «Sono un vecchio laico, non amo le sue punte di integralismo. Ma se Rosy arriva seconda, e per me arriverà seconda anche grazie alle donne, Veltroni deve fare il ticket con lei». Franceschini non le piace. « una persona perbene. Ha avuto il coraggio di raccontarmi la storia di suo nonno materno, che scelse Salò, e pure di presentare a Ferrara uno dei miei libracci. Ma ora è sparito. Del resto il numero 2 del ticket, se non è una personalità spiccata come la Bindi, è destinato all’ oblio. Il numero 1 si prende tutto: la tv, i giornali, il partito, forse anche il governo». E la faccia rosea di Fioroni? «Non lo conosco e non me ne importa molto. Non mi è piaciuto però il modo in cui ha tentato di zittire la Bindi. Che fa Fioroni? Il ministro dell’ Istruzione? Ma si occupi allora della scuola italiana, che è un disastro! Veltroni non ha bisogno della sua difesa; di difensori ne troverà mille». E Letta? «Un buon ragazzo. Ma se fossi suo amico l’ avrei dissuaso. Non ha profilo. Anche questa idea di candidarsi via Internet... io che non so usare neppure le mail non l’ ho capita. Voto: inesistente». Un’ altra faccia nota: D’ Alema. «Al congresso di Firenze mi è piaciuto. Ma dev’ essere coerente con quanto ha detto a Mussi: che l’ Italia non si governa senza il centro. D’ Alema deve garantire l’ ancoraggio del governo e saper dire no a Bertinotti. Quanto alla sua faccia, non cambierà mai. sempre altero come quando venne all’ Espresso per un forum che doveva essere l’ armistizio con Claudio Rinaldi e con me, e concluse: "Pansa è un bravissimo giornalista, ma di politica non capisce un cavolo". Ovviamente, "cavolo" è un eufemismo. Poi aggiunse: "C’ è un solo italiano che capisce di politica meno di Pansa: Romano Prodi". E Prodi era presidente del Consiglio!». Fassino? «Mi spiace per lui, ma ha imboccato la curva discendente. Si vedeva già segretario del Partito democratico. Se D’ Alema rimane convinto che il capotavola del Pd sia dove si siede lui, per Fassino la delusione dev’ essere stata terribile. Aveva chiuso il congresso di Firenze in modo trionfale, si preparava a girare l’ Italia, a fondare i comitati per il nuovo partito... Non lo confesseranno mai, ma Fassino e D’ Alema si sono convinti ad appoggiare Veltroni dopo aver visto che i due principali quotidiani, il Corriere e Repubblica, avevano già scelto lui». Dall’ altra parte, la attende il sorriso di Berlusconi. «Non lo reggo più. Non reggo più i suoi doppipetto, la sua pelata rifatta, le sue barzellette. Berlusconi è il peso morto del centrodestra. Dovrebbe mollare il mazzo e indicare un nuovo candidato, che non può essere nessuno degli attuali scudieri. Tranne forse Tremonti, se diventasse un po’ meno stizzoso». Neppure Fini? «Fini è inutile. In Piemonte diciamo: "A la nen la cassietta", gli manca il torace». Berlusconi dice la Brambilla. «Mi viene in mente l’ antico grido: "Infermieri, portatelo via!". Ma scherziamo? Per tirare su l’ Italia ci vorrebbe un Mario Draghi». Casini potrebbe preparargli la strada con il nuovo centro? «Casini sta facendo una misera fine, a dimostrazione che in politica o si osa o si finisce con i piedi in due scarpe spaiate». Crede ancora al pericolo del ritorno dell’ eversione rossa? «Non "credo", sono certo che, se si vota nel 2008 e Berlusconi come probabile rivince, lo choc per le dieci sinistre italiane sarà tale che le forze rimaste finora nel buio ne approfitteranno per uscire allo scoperto. L’ autunno sarà dominato dallo scontro sui precari. Spero che lo vincano gli Ichino e lo perdano i Caruso; purtroppo, la maggioranza degli elettori di Rifondazione la pensa come lui. E con la finanza a rotoli, le Borse a picco, la crisi Usa, baloccarci tra Berlusconi e Veltroni sarà un lusso che non potremo permetterci».