La Stampa 23/08/2007, pag.14 DOMENICO QUIRICO, 23 agosto 2007
”I mormoni hanno l’harem” E il Canada entra in crisi. La Stampa 23 Agosto 2007. PARIGI Nel gennaio 2006 è stata trasmessa dalla Canadian Broadcasting Corporation una puntata di «The fifth estate» - il più importante programma di giornalismo investigativo della televisione canadese che va in onda con cadenza settimanale - dedicata alla comunità mormone di Bountiful
”I mormoni hanno l’harem” E il Canada entra in crisi. La Stampa 23 Agosto 2007. PARIGI Nel gennaio 2006 è stata trasmessa dalla Canadian Broadcasting Corporation una puntata di «The fifth estate» - il più importante programma di giornalismo investigativo della televisione canadese che va in onda con cadenza settimanale - dedicata alla comunità mormone di Bountiful. Il documentario ha raccontato la poligamia praticata dalla setta e ha scosso l’opinione pubblica, descrivendo la lotta fratricida di una comunità divisa in due: da una parte i seguaci di Wiston Blackmore, che può vantare 26 mogli e 80 figli, dall’altra i mormoni che hanno deciso di sostenere l’ autoproclamatosi «profeta» Warren Jeff. Jeff è sulla «Most Wanted List» dell’Fbi ed è sospettato di molti reati tra i quali abuso di minori.I problemi più grossi legati alla poligamia che occupavano finora i pensieri del governo canadese derivavano dalla foga di Homa Arjomandi, femminista di origini iraniane alla guida della « Lega delle donne sotto la legge musulmana». La Arjomadi e le sue consorelle se la prendono con la sharia e le scuole coraniche, ma soprattutto con gli harem domestici che un sempre maggior numero di immigrati vorrebbe condurre al seguito con il beneplacito di un paese che fa della tolleranza la sua bandiera. Il governo applica il metagiuridico principio di evitare i guai: finge di non sapere che ci sono poligami e ogni volta che si presenta per una richiesta di visto in cui compare un seguito di nomi femminili a carico, lo concede ai figli ma lo nega alle «mogli» in eccesso. Solo lo stato dell’Ontario si è spinto un pochino più avanti, tutelando i diritti dei poligami in tema di alimenti e di successione. Poi è arrivato un documentario della Canadian Broadcasting Corporation e tutto è crollato: lo scandalo poligamico sta annidato a Bountiful, un paesetto di un migliaia di anime nello stato della Columbia britannica, a centinaia di chilometri da Vancouver. Anche qui vivono dei fondamentalisti, ma non sono musulmani: sono mormoni. Da 60 anni seguono il «precetto fondamentale della fede» di sposare il maggior numero possibile di donne e dar vita al maggior numero di figli, condizione indispensabile per raggiungere il paradiso. Il fondatore della comunità Winston Blackmore di mogli ne ha avute 26 e i figli sono a quota 80. In attesa del paradiso la maggior parte dei seguaci dello smodato patriarca assaggiano i rigori terrestri dell’inferno: lavorano come schiavi in condizioni di grande miseria, separati dalle delizie del resto del paese, dagli eretici che nuotano nel male della monogamia. A sentire la reale polizia canadese la Beatitudine nuota su una marea di violenze, reati sessuali e su un traffico di ragazze e adolescenti destinate a aiutare il fervore di uomini un po’ troppo maturi per seguire le voluttuose leggi di Dio. Come Debbie Palmer che a 15 anni è stata costretta a sposare un fedele di 60, e che alla fine ha deciso di fuggire dopo aver condiviso una tumultuosa convivenza con altre sei spose e aver dato vita a sette figli. Molti dettagli utili li ha forniti la polizia del confinante Utah, lo stato americano dei mormoni, che sospetta la esistenza di una tratta delle bianche tra i due lati del confine. Storicamente un colpevole c’è: sono gli Stati Uniti che nel 1896 imposero agli abitanti dell’Utah come condizione per entrare nell’Unione di vietare la poligamia. Non tutti accettarono e un gruppo di credenti ripiegò nella setta fondamentalista di «Gesù Cristo dei santi dell’ultimo giorno», che sarebbero secondo difficili stime circa diecimila infervorati divisi tra Utah, Texas e appunto il Canada. I rigoristi giurano di essere i veri eredi di Joseph Smith. Ma si sono registrate degenerazioni e estremismi come avviene per tutte le eresie: come efficacemente è sintetizzato nella biografia giudiziaria di uno dei capi, Waren Jeffs, 50 mogli accertate, ricercato attivamente ma inutilmente dall’FBI per crimini sessuali. Adesso, scoppiato lo scandalo non si può far finta di niente: bisognerà aggiornare a Bountiful la statistica dell’ultima condanna per poligamia, ferma al 1937! Ma i mariti hanno già annunciato che si appelleranno alla Corte suprema per difendere il loro diritto a questa affollata santità. Ad aumentare le angustie un rapporto sulle conseguenze sociali della poligamia che suggerisce di legalizzarla, per aiutare le donne a denunciare la loro condizione senza timore, e per regolare i doveri in tema di pensioni e diritti di successione. DOMENICO QUIRICO