La Stampa 22/08/2007, pag.34 Lucia Annunziata, 22 agosto 2007
Aigues-Mortes 1893: una strage attualissima. La Stampa 22 Agosto 2007. Desidereri inserirmi nel dibattito su Aigues-Mortes, su cui ho scritto il libro Morte agli italiani!, tradotto in francese col titolo di Le sang des marais
Aigues-Mortes 1893: una strage attualissima. La Stampa 22 Agosto 2007. Desidereri inserirmi nel dibattito su Aigues-Mortes, su cui ho scritto il libro Morte agli italiani!, tradotto in francese col titolo di Le sang des marais. La conclusione del tragico episodio non è connotata solo dall’elemosina. C’è di peggio, un peggio che indigna ancora oggi. Il governo francese propose: a) di effettuare un’inchiesta che avrebbe potuto far emergere responsabilità di alti funzionari (un prefetto e un generale). Quello italiano fece opera di insabbiamento, accontentandosi di dare in pasto alla nostra poco informata opinione pubblica le dimissioni del sindaco della cittadina provenzale, un buon uomo, che svolse la funzione del capro espiatorio; b) di indennizzare con 420 mila franchi le famiglie dei morti e i feriti italiani a condizione che il nostro Paese risarcisse i danni arrecati ai beni francesi durante le manifestazioni di protesta svoltesi in Italia. Nel primo caso si trattava di vite umane e nel secondo di vetrine frantumate, ma in ambedue era stata messa in causa «la dignità dei due Paesi». Il nostro governo accettò senza batter ciglio, ma trovò inopportuno che la legge di indennizzo, come proponevano i francesi, fosse approvata dal Parlamento, preferendo tenere all’oscuro l’opinione pubblica. Un’ultima osservazione. Crispi si servì dell’ondata nazionalista che fece seguito alla strage per dare una spallata al governo Giolitti. Giunto al potere, al ministro degli Esteri che chiedeva istruzioni ingiunse di ritenere chiuso l’incidente. Qualche settimana dopo, si teneva il processo senza che qualcuno pensasse di costituirsi parte civile. L’unico condannato fu un italiano, mentre gli assassini venivano rimessi in libertà. Come ha scritto Michelle Perrot, i cadaveri degli emigrati italiani commuovevano assai poco, la sensibilità di fronte alla morte era strettamente sociale. ENZO BARNAB GRIMALDI DI VENTIMIGLIA (IM) Capisco la passione per questa storia. Il massacro di Aigues-Mortes, per molti versi lontanissimo da noi, risuona di echi molto attuali nell’Europa di oggi. Fra il 17 e il 19 agosto 1893, circa 400 italiani, che lavoravano nelle saline, vennero aggrediti dagli operai francesi e dalla popolazione locale al grido di «Morte agli Italiani! Andate in Germania! Fatevi dar lavoro da Crispi!». All’origine dell’assalto, l’esasperazione per la concorrenza degli italiani, impiegati nelle saline dopo aver accettato stipendi più bassi che così calmieravano quelli locali. Trenta italiani furono uccisi e oltre cento feriti; le ostilità erano così diffuse che perfino gli ospedali, per ben otto ore, si rifiutarono di prestar soccorso ai feriti. Certo, il governo cadde su questo incidente. Ma più del dibattito storico impressiona pensare che quell’assalto è un po’ il sogno irrealizzato, a parti invertite, di molti italiani di oggi nei confronti dei nuovi immigrati. Lucia Annunziata