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 2007  agosto 23 Giovedì calendario

Alta società. Corriere della Sera 23 agosto 2007. ROMA – «Racconterò i palazzinari senza scrupoli

Alta società. Corriere della Sera 23 agosto 2007. ROMA – «Racconterò i palazzinari senza scrupoli. I furbetti del quartierino, un po’ alla Ricucci o alla Coppola, che si improvvisano finanzieri e poi vanno in rovina. La cocaina che circola nell’aria di Roma. I paparazzi che scattano e ricattano... I miei modelli? Il grande Steno. I Vanzina figli. Inevitabilmente Alberto Sordi, che ha raccontato e incarnato Roma come mai nessuno. Pier Paolo Pasolini perché descriverò l’universo delle borgate». La marginalità romana, mondo lontanissimo dalle squisite levigatezze di una Saint Tropez insolitamente piovosa dove Carlo Rossella, in vacanza con la moglie, sta ultimando le trenta pagine del trattamento di Alta società, progetto di serie tv in 12 puntate destinato al produttore Angelo Rizzoli. Quanta cocaina ci sarà in quelle pagine, Rossella? «Tanta. Come nella realtà delle cronache. Il caso dell’onorevole Cosimo Mele e della sua notte all’hotel Flora è stato una manna. Stavo scrivendo quando è scoppiato lo scandaletto. Già inserito nel testo, doverosamente rimaneggiato. Via Veneto resterà, come farne a meno?» Rossella recita la parte di Rossella, cioè ostenta distacco nei confronti del rapido parto estivo della sua fantasia mondana: «Sarà poi Rizzoli a decidere se vendere alla Rai o a Mediaset». Presa di distanza obbligatoria per chi è appena approdato alla presidenza della Medusa, megagruppo cinematografico berlusconiano. Ma il prodotto è suo, e ne parla di getto. Il logo è collaudato, Alta società è il marchio della fortunata rubrica rosselliana che ogni giorno su Il foglio racconta i dorati piaceri degli happy few. L’etichetta ha già prodotto un libro, ora tocca alla fiction. «La location di Alta società sarà solo Roma, vista come simbolo di un’Italia-no man’s land in cui tutti pensano ai fatti propri ignorando quelli della collettività. L’unico obiettivo è apparire, farsi guardare. Le gemelle di Pavia taroccano la fotografia con la cugina assassinata pur di finire in tv o sui giornali. Lì è il nodo». Difficile immaginare uno sfondo più fertile della Roma del terzo millennio. Altro che Dolce Vita, altro che bagno a Fontana di Trevi. «Adesso ci vorrebbe una Vita Spietata, una Vita Dura. Ho in mente una saga che ruota intorno a una famiglia di palazzinari. Anche qui ho un modello. Per Capri pensai a Chocolat, prodotto da Lasse Hallstrom. In Alta società sogno una Dallas romana con un palazzinaro-padrone alla J.R. Un Michele Placido sarebbe l’ideale...». Una vera Dallas de Noantri. Un mix di alto e basso, proprio com’è la Roma di oggi, promette l’ex direttore del Tg5: la finanza internazionale e gli spacciatori, la politica e l’immigrata che uccide in metropolitana con un colpo di ombrello nell’occhio. «La capitale del 2007 è il frutto di mille ingredienti sociali e umani. Le ragazze in fila all’alba per i provini di un reality e i banchieri. Il principe romano spiantato che sposa la nuova ricca mal sopportando la sua volgarità. Il cardinale ascetico e il prete mondano che si fa fotografare nei locali notturni abbracciato alle divette. Gli intellettuali e i malavitosi in Porsche». Una Roma in cui i buoni sicuramente non vincono più: «Farò trionfare qualche cattivo. Succede nella vita. Non vedo perché non dovrebbe accadere in una fiction tv». Ma Roma è anche teatro di delitti e di misteri: «Inserirò una citazione dell’omicidio dell’Olgiata, certo non mi riferirò direttamente ad Alberica Filo della Torre, romanzerò molto. Poi via Poma. E tutti gli altri delittacci un tempo raccontati dalla cronaca nera di Paese sera ». Nemmeno a dirlo, ci sarà un sito di gossip seguito da tutta Roma: «Mi auguro che Roberto D’Agostino vorrà interpretare se stesso». Carlo Rossella si diverte a immaginare un cast ideale. Michele Placido sarebbe un ottimo J.R. pariolino, l’ha già detto. E poi? «Mi piacerebbe poter contare su Virna Lisi e su Sabrina Ferilli. Su un grande ritorno di Edwige Fenech. Soprattutto su Anna Falchi, ottima attrice tutta da rivalutare dopo le sue ultime vicende private, che potrebbe forse interpretare un doppio di se stessa... magari ripetendo nella fiction un matrimonio destinato alle riviste. In quanto agli uomini, come non sperare in Scamarcio, chissà. Ma sarei felice di vedere nel cast anche Kaspar Capparoni dopo Capri ». Certo questo ritratto a tinte forti di Roma non piacerà a Walter Veltroni, Rossella... «Probabilmente no. Ma nemmeno un ritratto vero di Parigi piacerebbe a Bertrand Delanoe. Veltroni, che per me è un buon sindaco, è troppo intelligente per poter amare il "tutto va ben madama la marchesa". Basta leggere i giornali per capire che non sto inventando nulla. Indubbiamente un’altra caratteristica di questa Roma è la separatezza tra un sindaco che cita Kennedy puntando sulla cultura o gli eventi e una città in cui prostituzione, droga, malavita dilagano. Ma vorrei essere chiaro: non sarà una fiction anti veltroniana». Insomma, nessun manifesto alla De Gregori. Rossella sospira al telefonino dalla Costa Azzurra: «Il materiale è sterminato. Dodici puntate non basteranno. Chissà che non ci scappi una vera serie». Paolo Conti