Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2007  agosto 23 Giovedì calendario

Calearo, l’imprenditore che (per scaramanzia) festeggia l’anno dopo. Corriere della Sera 23 agosto 2007

Calearo, l’imprenditore che (per scaramanzia) festeggia l’anno dopo. Corriere della Sera 23 agosto 2007. MILANO – Di Montezemolo ora dice che è «un grande leader». E «un amico», come lo sono, restando tra gli imprenditori, anche «Roberto Snaidero, Andrea Pininfarina e Alberto Bombassei». E lui stesso si definisce «profondamente confindustriale ». Così Massimo Calearo, il presidente di Federmeccanica, che con la sua battuta («Lo sciopero fiscale è uno choc, ma a mali estremi... », aveva detto al meeting di Rimini) si è ritrovato, suo malgrado, all’improvviso al centro del dilemma sciopero fiscale sì-sciopero fiscale no. «Vede», spiega un po’ divertito, «per qualcuno le mie uscite sono ruspanti, ma io sono fatto così, un po’ naïf, mentre altri hanno il dono di essere, come dire, più moderati». Dal primo agosto ha anche allungato il suo cognome, tutto intero è diventato Calearo Ciman. Il motivo? «Ricordare mia madre e mio nonno materno da cui ho imparato tutto». E oggi sarà seduto in prima fila a Cortina per ascoltare il presidente di Confindustria. Di mestiere vende antenne per automobili e impianti mobili per le telecomunicazioni, prodotti tra Isola Vicentina e Bratislava, in Slovacchia. Le macchine della polizia francese e i taxi tedeschi sono insomma targati Calearo. Pieno modello Nord est. Ma il suo gruppo ha iniziato con i campanelli per le biciclette. Quest’anno l’azienda (300 dipendenti) compie 50 anni. Il compleanno, spiega Calearo, «però, sarà festeggiato solo l’anno prossimo». Non è solo questione di calendario. Scusi? «L’ho fatto anche due anni fa, quando ero io a compiere 50 anni. Ho rimandato i festeggiamenti di 12 mesi. Sa, per scaramanzia». La famiglia? «Sono felicemente separato ». Le sue battute, quest’estate i figli le hanno ascoltate da lontano. I due maschi, Eugenio (24 anni) e Carlo Alberto (21), sono negli Stati Uniti per un classico «coast to coast». E la più piccola, Camilla (19), è a Londra a fare la commessa in un negozio di abbigliamento, in una catena di amici di famiglia. «L’ho appena sentita, si sta facendo valere», dice. Passione tipica da Nord Est, lo sci. Quando ha del tempo ascolta canto gregoriano. Siede in nove consigli di amministrazione e comitati, anche come presidente di Federmeccanica e dell’Associazione degli industriali di Vicenza. Per questo è anche un po’ editore. Dalla casa editrice Neri Pozza, di cui è presidente, alla Athesis, la società che pubblica «Il Giornale di Vicenza», «L’Arena» e «Brescia Oggi». Le due aziende, infatti, sono partecipate dall’Assindustria di Vicenza. A chi gli chiede se il suo sogno segreto è quello di andare a Roma, magari in politica, risponde: «In tutte le cose bisogna essere chiamati, non ci si candida». Ma di politica non vuole parlare. Certo è che all’ultima elezione a cui ha partecipato, quella per la riconferma al vertice degli industriali vicentini, ne è uscito con un sì da percentuali bulgare, sopra il 90% degli iscritti. La sua fabbrica principale sta a sette chilometri dalla controversa base americana (da costruire) del Dal Molin. Nel suo garage ci sono una Ferrari e una vecchia Cinquecento bianca del ’70 accanto a una nuova Cinquecento. Color panna, interni rossi. Comprata il giorno stesso dell’uscita sul mercato. Per averla, racconta di essersi rivolto semplicemente al concessionario della sua città. Come dire: niente corsie privilegiate con Montezemolo. E comunque, ripete: «Non ho mai invitato nessuno a non pagare le tasse». Giovanni Stringa