Corriere della Sera 22/08/2007, pag.43 ALESSANDRA FARKAS, 22 agosto 2007
Kerouac censurato. Corriere della Sera 22 agosto 2007. NEW YORK – Omosessualità, pedofilia, parolacce, misoginia
Kerouac censurato. Corriere della Sera 22 agosto 2007. NEW YORK – Omosessualità, pedofilia, parolacce, misoginia. Sono alcuni degli ingredienti inediti che emergono da On the Road. The Original Scroll («Sulla Strada. Il rotolo originario»), la versione integrale, mai pubblicata prima, del leggendario romanzo che ha trasformato Jack Kerouac nell’icona della Beat Generation. A cinquant’anni esatti dalla uscita in libreria del capolavoro, la Viking Penguin pubblica la riproduzione non censurata del manoscritto originale, acquistato nel 2002 dal proprietario della squadra di football degli Indianapolis Colts, Jim Irsay, per due milioni e mezzo di dollari. «Il manoscritto originale è un libro completamente diverso dall’edizione apparsa per la prima volta il 5 settembre 1957», spiega il professor Joshua Kupetz, docente di Letteratura all’Università del Colorado, che ha lavorato al progetto insieme a un gruppo di studiosi internazionali. «Il sesso è molto più esplicito. Il linguaggio è scevro da pudori e in ogni pagina abbondano i termini slang più espliciti e scurrili per descrivere parti dell’anatomia femminile e maschile». Nella nuova edizione sono ripristinati anche i nomi veri dei protagonisti, Allen Ginsberg, Neal Cassady, William S. Burroughs, precedentemente mascherati dagli pseudonimi Carlo Marx, Dean Moriarty e Old Bull Lee. Truman Capote, assente dal romanzo, torna nella riedizione del manoscritto. Così come una miriade di eroi secondari, «decapitati» nel ’57 per evitare guai con persone che si sarebbero potute sentire diffamate o attaccate per i loro comportamenti privati. Dall’omosessualità – tabù negli anni Cinquanta – ai rapporti con ragazzine minorenni. Quelle pagine non videro mai la luce, oscurate dalla stessa censura maccartista che aveva ritardato di ben sei anni la pubblicazione del libro. «Il delirio ultraconservatore dei tempi lo castigò», incalza Kupetz, certa misoginia permea l’originale. Perché anche lui era fallibile, umano e confuso». Nel manoscritto una pedofilia latente permea i desideri di molti protagonisti. «Tra i personaggi censurati c’è Justin Briarly, che nella versione ripulita si chiama Denver Dee Doll. un uomo maturo che recluta ragazzini di belle speranze per aiutarli nella vita. E che aveva avuto rapporti con Neal Cassady quando era un teen- ager, corteggiando anche gli altri giovani del futuro gruppo di Columbia: Ed White e Hal Chase». Lo stesso Keroauc esprime questo tipo di tensioni, alla fine del libro, quando la combriccola di amici va in Messico e in un bordello si innamora di una giovanissima prostituta. « una scena più problematica nella versione originale che in quella uscita nel 1957», spiega Kupetz. Ma lo studioso non si aspetta che il libro diventi il nuovo manifesto della gay culture. «Nel mio corso universitario insegno On the Road come una tragedia. Dove i personaggi alla fine non trovano ciò che cercano e tutte le promesse di amore fraterno s’infrangono quando Sal abbandona Dean nelle strade di New York. Nell’originale, l’epilogo è ancora più cinico e crudele». Nonostante Kerouac abbia più volte ribadito di essere eterosessuale, secondo lo studioso i suoi rapporti gay, documentati, sono stati «molti più frequenti di quanto lui stesso non abbia mai voluto ammettere ». Se fosse nato oggi, forse si sarebbe identificato come gay. Ma ovviamente è una congettura. Allora l’identità gay non era ancora entrata a far parte dell’immaginario collettivo e della nostra cultura. Kerouac era un franco-canadese che si sentiva un completo outsider in America, nonostante sia ricordato come il grande scrittore americano che ha catturato la quintessenza del Paese. In realtà la sua prima lingua era stata il joual, dialetto franco-canadese, e per anni ha lottato per assimilarsi alla cultura degli Stati Uniti, dallo sport alla cucina». ALESSANDRA FARKAS