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 2007  agosto 22 Mercoledì calendario

A manovella o biologico: il futuro del pc. Corriere della Sera 22 agosto 2007. MILANO – Forse saranno a forma di disco volante o di penna

A manovella o biologico: il futuro del pc. Corriere della Sera 22 agosto 2007. MILANO – Forse saranno a forma di disco volante o di penna. Forse verranno inglobati in un foglio di carta elettronica. Forse muoveremo icone e documenti con le mani come in Minority Report. O forse non saranno poi molto diversi da quelli di oggi. Quel che è certo, è che i computer del futuro saranno sempre più veloci e potenti. Nel 1965 Gordon Moore, che tre anni dopo avrebbe fondato la Intel, formulò la legge che porta il suo cognome, affermando che il numero di transistor su un singolo chip – e quindi le prestazioni del processore – raddoppia ogni 18 mesi. Una legge che ha mantenuto la sua validità per 42 anni, in cui si è passati dagli immensi «cervelloni» che occupavano un’intera stanza ai computer da taschino. Da Hal9000 di «Odissea nello Spazio» all’iPhone. I limiti del silicio sono stati superati con l’utilizzo di metalli come l’afnio. L’anno prossimo i chip scenderanno a 45 nanometri (45 milionesimi di millimetro). Dimensioni minori consentono di concentrare su un singolo chip più transistor e di avere dunque più velocità di calcolo. Un capello umano è spesso circa 80 mila nanometri e questo dà l’idea di dove la ricerca sia arrivata per darci macchine in grado di tenere il passo con le esigenze della multimedialità e della «banda larga». Se il futuro prossimo dell’informatica punta sui sistemi multiprocessore, nel futuro lontano si profilano pc quantistici e biologici. «La vera rivoluzione – ha detto il guru Stephen Emmott, capo del progetto "Science 2020" – sarà la sostituzione dei calcolatori al silicio con quelli biologici. Sembra fantascienza ma bisogna immaginare sistemi in cui la chimica prenderà il posto del software e i componenti biologici quello dell’hardware». In Israele è stato sperimentato un biocomputer a enzimi. A Princeton sono riusciti a «programmare » dei batteri. Da anni si studia a livello non solo teorico la strada di computer che sfruttino la meccanica quantistica, arrivando a velocità di calcolo fino a 18 miliardi di volte superiori rispetto a quelle attuali. Potenze mostruose, che nei prossimi decenni potrebbero avere ricadute non solo in ambito scientifico. Tonnellate di bit che necessiteranno memorie più capienti e rapide: nell’immediato futuro gli hard disk lasceranno spazio alle memorie flash già ora usate nei lettori Mp3, domani verrà il momento dei dischi olografici. Cambierà anche il modo in cui useremo questi supercomputer. Pochi mesi fa Microsoft ha presentato «Surface», un tavolo- computer con schermo a tocco: « il primo esempio di una nuova categoria di computer che chiunque sarà in grado di utilizzare in modo istintivo». E lo schermino «multitouch » dell’iPhone di Apple è un altro esempio. Mouse e tastiere potrebbero andare in pensione. L’interrogativo di fondo, però, non è «come » saranno i pc di domani. Ma «se» ci saranno ancora degli oggetti simili al pc. Forse la parola stessa pc perderà di senso, con l’hardware «nascosto» tra mille oggetti di uso comune e il software reso virtuale da Internet. Paolo Ottolina