Corriere della Sera 22/08/2007, pag.17 Fabrizio Dragosei, 22 agosto 2007
Scudo stellare, Mosca alza la voce con Praga. Corriere della Sera 22 agosto 2007. MOSCA – Elargire consigli ad ex Paesi satellite sull’opportunità di non dar troppo retta agli americani non sarebbe già molto opportuno
Scudo stellare, Mosca alza la voce con Praga. Corriere della Sera 22 agosto 2007. MOSCA – Elargire consigli ad ex Paesi satellite sull’opportunità di non dar troppo retta agli americani non sarebbe già molto opportuno. Scegliere poi proprio il giorno in cui nel 1968 i carri armati sovietici misero fine alla Primavera di Praga è veramente fuori luogo. Specialmente se si sta parlando con esponenti del governo della Repubblica Ceca. Ma è proprio quello che ha fatto ieri il capo di Stato Maggiore Yurij Baluyevskij incontrando nella capitale russa il viceministro della difesa ceco Martin Bartak. L’ex Paese fratello farebbe bene a rinviare la decisione sull’istallazione di una centrale radar che dovrebbe essere parte del sistema americano di difesa missilistico da attacchi provenienti da «paesi canaglia», come l’Iran. Intanto perché a Washington un nuovo presidente potrebbe rivedere le scelte di Bush. E poi perché la Russia sarebbe costretta a prendere adeguate contromisure. Non proprio una esplicita minaccia, ma qualcosa di molto simile. D’altra parte quel 21 agosto del 1968 i Paesi del Patto di Varsavia guidati da Mosca non decisero di invadere la Cecoslovacchia per soffocare nel sangue gli aneliti di libertà di quel popolo. No, quello fu un «aiuto fraterno» prestato a un alleato che stava semplicemente sbagliando strada, istigato proprio da quelle stesse potenze occidentali. E adesso che Mosca ha ritrovato la fiducia in se stessa, grazie ai quattrini che affluiscono con le vendite di petrolio e gas, non ha più alcun complesso nei confronti degli ex Paesi satellite. Da tempo la Russia si batte contro la decisione americana di installare un sistema di difesa in Polonia, con radar nella Repubblica Ceca. Ultimamente Vladimir Putin ha allargato la sua proposta «alternativa » offrendo a George W. Bush non solo una base in Azerbaigian, ma anche un sistema di avvistamento avanzato sul territorio russo. L’idea del Cremlino è che i due Paesi potrebbero così lavorare assieme per sventare eventuali minacce, se queste venissero effettivamente dall’Iran o dalla Corea del Nord. Ma Mosca è convinta che quello americano sia un colossale bluff e che in realtà il sistema allo studio abbia lo scopo di minare le proprie difese. Da qui un’escalation che ha portato ultimamente a un serio inasprimento delle relazioni. Prima è venuto l’annuncio, fatto dallo stesso Putin in un’intervista al Corriere e ad altri giornali occidentali, sul ripuntamento dei missili nucleari russi. «Tornerebbero ad avere come bersagli le città europee », disse in quella circostanza. Poi c’è stata la dichiarazione sulla volontà di congelare il trattato sulle forze convenzionali in Europa. Quindi nuovi sistemi missilistici e un più moderno apparato difensivo attorno alla capitale russa. Per finire, la decisione, pochi giorni fa, di far tornare in cielo i bombardieri strategici, messi a terra nel 1992. Il Cremlino, inoltre, continua ad essere in contrasto con Washington su quasi tutti i temi di politica internazionale. Dall’Iran, con il quale continuano i rapporti per la fornitura di centrali nucleari, alla Corea del Nord. Così ieri il capo di Stato Maggiore non ci ha pensato due volte ad usare toni decisi con il suo ospite ceco. «Noi diciamo che sarebbe un grave errore da parte del governo ceco installare questo centro radar. Mosca sarebbe costretta a prendere delle contromisure per proteggere il proprio territorio». Baluyevskij ha poi aggiunto che sarebbe opportuno aspettare le elezioni dell’anno prossimo in America e l’insediamento di una nuova amministrazione «che potrebbe rivedere le attuali scelte». Proprio ieri il suo presidente aveva colto un’altra occasione per rilanciare l’idea di una Russia sempre più presente e competitiva sulla scena mondiale. All’inaugurazione del salone internazionale dell’aeronautica che si svolge vicino alla capitale, Putin ha ricordato l’obiettivo da perseguire: «Mantenere la supremazia russa nella produzione di tecnologia aerea militare». Fabrizio Dragosei