Fabio Bordignon - Luigi Ceccarini, la Repubblica 24/8/2007, 24 agosto 2007
FABIO BORDIGNON
LUIGI CECCARINI
L´uragano Calciopoli sembra avere scosso un edificio già pericolante, lasciandolo però in piedi: traballante, ma ancora affollatissimo, e sempre più litigioso. Oggi come ieri, la credibilità del sistema-calcio rimane bassissima, nel giudizio degli italiani, ma quasi una persona su due continua a dichiararsi tifosa. La Juventus rimane la squadra più amata e, al tempo stesso, la più odiata, ma è insidiata dall´Inter nella graduatoria del "tifo contro". Cresce, in particolare, la rivalità fra bianconeri e nerazzurri, accompagnata da reciproche accuse. Mentre sta per alzarsi nuovamente il sipario sul campionato, un sondaggio di Demos scatta, per la Repubblica, una fotografia del tifo italiano.
La stagione 2007-08 doveva segnare ritorno "alla normalità", ma anche il nuovo rilancio del calcio italiano. Invece la "seconda Repubblica" del pallone, nell´opinione degli italiani, non risulta molto diversa dalla prima: ai loro occhi il calcio appare ancora alle prese con i problemi "di sempre". La questione sicurezza, innanzitutto, che già in vista della prima giornata ha richiesto l´adozione di speciali misure restrittive. Del resto, ben otto persone su dieci (83%, quattro punti in più rispetto al 2005) ritengono rischioso frequentare gli stadi, a causa della violenza. L´audience del calcio rimane tuttavia molto ampia, sebbene si tratti, perlopiù, di un pubblico "da salotto". Il 46% degli intervistati si è detto tifoso di una squadra: un dato rimasto stabile – anzi, leggermente cresciuto – negli ultimi due anni. Le punte più elevate, per quanto riguarda la passione calcistica, vengono raggiunte fra gli uomini e nelle classi d´età giovanili.
Molto simile al passato risulta anche la classifica del tifo, che vede ancora in testa le grandi del Nord: la Juventus, in leggero calo dal 32 al 28%, rimane al primo posto, seguita dal Milan (23%) e dall´Inter (16%). Entrambe le milanesi, in virtù dei recenti successi (italiani ed internazionali), vedono crescere i propri supporter. A completare il gruppo dei club con maggiore seguito troviamo Napoli (9%), Roma (7%) e Lazio (3%), i cui simpatizzanti si concentrano nelle Regioni del Centro-Sud.
Gli eventi dell´ultimo anno non sembrano avere rivoluzionato la geografia del tifo. La stessa immagine del calcio non ha subito significativi cambiamenti: anche perché, già prima di Calciopoli, era ampiamente deteriorata. L´88% degli intervistati pensa che il calcio sia "poco credibile, perché al centro di troppi interessi", ma già nel 2005 lo stesso giudizio accomunava otto persone su dieci. Senza metterle d´accordo, visto che ognuno tende ad attribuire "agli altri", agli avversari, tutti i vizi del sistema. In particolare, dal 2005, sono cresciute vistosamente le critiche fra i tifosi delle squadre maggiormente colpite dalla giustizia sportiva. Le vicende dell´ultimo anno, in particolare, sembrano avere rinsaldato l´identità rossonera e, ancor più, quella bianconera. Del resto, molto spesso i sentimenti di appartenenza (non solo calcistica) si rafforzano nei momenti di difficoltà. La tifoseria della Vecchia Signora è, tradizionalmente, la più trasversale, dal punto di vista territoriale e demografico, quella che maggiormente si avvicina alla "media sociale". Ma se tale caratteristica, in passato, si associava ad un tifo più "tiepido" - proprio perché "diluito" su un ampio settore della popolazione - oggi i tifosi bianconeri appaiono molto più "militanti", e decisamente più "arrabbiati".
In particolare, cresce vistosamente la rivalità con l´Inter. Il 27% del popolo bianconero - contro il 7% del 2005 - rivolge le proprie antipatie verso la squadra di Moratti, mentre si è ridimensionato il fronte antimilanista. Le stesse dinamiche riguardano, anche se in misura minore, i tifosi rossoneri, che negli ultimi due anni hanno attenuato la rivalità con gli juventini, spostando le proprie antipatie verso i cugini milanesi. L´Inter tende così a diventare, più che in passato, bersaglio delle critiche e dei sospetti, tanto che, nella classifica delle squadre più "antipatiche", segue da vicino la Juve: i bianconeri raccolgono il 10% del "tifo contro", i nerazzurri il 7% (contro il 3% di due anni fa). Paradossalmente, oltre alle penalizzazioni e alla ri-assegnazione degli scudetti, il principale effetto di Calciopoli sembra essere stato quello di riaccendere la passione, ma anche di alimentare le rivalità e i reciproci sospetti. In attesa che, da domani, i verdetti tornino ad essere forniti dal rettangolo di gioco. Per i pochi che ancora ci credono.