La Stampa 21/08/2007, pag.9 GIGI PADOVANI, ENRICO MARTINET, 21 agosto 2007
La lady dei Circoli della Libertà. La Stampa 21 Agosto 2007. COURMAYEUR. Michela Vittoria è una che non si ferma mai
La lady dei Circoli della Libertà. La Stampa 21 Agosto 2007. COURMAYEUR. Michela Vittoria è una che non si ferma mai. Le sue aziende sulle rive del lago di Lecco, trafilerie o distribuzione di gamberi e salmoni che siano, lavorano 24 ore su 24, sette giorni su sette. E allora, nel giorno della sua vera vittoria, quando Silvio Berlusconi le ha dato il via libera, si va al Palazzetto del ghiaccio di Courmayeur, per la prima edizione del premio «Inno alla vita». E poi si incontra il locale Circolo della Libertà inaugurato soltanto una settimana fa. E si studiano le strategie per il voto locale al Comune sotto il Monte Bianco. E ancora, si mandano decine di e-mail in tutta Italia con la lettera che convoca i congressi provinciali dei Circoli della Libertà, nei quali «in modo democratico si formerà un comitato esecutivo». Berlusconi deposita il simbolo del PdL, ma le ha detto di stare zitta. «Niente interviste, è un ordine», ride al telefono. Poi aggiunge, incontenibile, la MVB nazionale: «Beh, sa, spero proprio che potrò presto raccontare a tutti la verità, per la quale stiamo lavorando da mesi». E qual è la verità? Oltre a due presidenze - i giovani Confcommercio e i Circoli della Libertà -, a un giornale, a una televisione, a bel gruppo da 11 milioni di fatturato e una famiglia composta da un bambino di due anni, cani, gatti, caprette, piccioni e galline, Michela la pasionaria ha in serbo il botto. «Non sarà qui a Courmayeur, credo», aggiunge MVB, ma confida di portare al più presto il Cavaliere qui in Valle d’Aosta, dove non è mai venuto. Sul palco del Palasport lei compare soltanto a metà spettacolo, alle 22,30: «Non voglio parlare di politica, ma non mi chiude la bocca nessuno. I Circoli sono oltre 5 mila e hanno un’unica missione: dare voce ai cittadini. Il cittadino è deluso e truffato dalle promesse di questo governo che non ha mantenuto. Non ha saputo né voluto dare risposte e oggi la gente ha il diritto di dire ciò che pensa e di partecipare alla costruzione del proprio governo. Noi vogliamo imporre le nostre priorità, la sinistra è da tempo che parla di libertà, ma per parlarne si deve essere dalla nostra parte e cioè con chi libertà sa garantire». Un’apparizione-lampo, dopo essere stata chiusa nei camerini per un’ora, inavvicinabile e in tenuta d’ordinanza: tailleur nero e tacchi 13 cm. Ma il botto, ci sarà o no? Al telefono: «Eh eh, non me lo faccia dire... io prevedo che a metà ottobre ci sarà un grande meeting a Roma di tutti i Circoli. Li ho incontrati in questi mesi, ma non ci siamo mai riuniti. Guardi, non sarà un congresso di partito, per carità. Un evento, questo sì, per far sapere a tutta Italia che siamo pronti». Si lavora, la padana Michela non molla, nonostante sappia di avere gli occhi puntati di tutta la «nomenklatura», come la chiama a volte il Cavaliere quando si deve sfogare. E sa che il Capo ha già pronti 50 milioni di euro per far partire il nuovo marchio della politica. E se il risultato finale sarà un «listone» con tutti i partiti della Cdl dentro, per entrare nel Ppe, meglio ancora. Intanto c’è da pensare a Courmayeur, a questo primo show che si è caricato di attese. Nella platea del Palasport ci sono 500 persone, in gran parte turisti che hanno evitato la serata a scala quaranta in pensione. Una signora della quinta fila: «Ah sì, un partito? Guardi, non ne sapevo niente. Sono venuta per lo spettacolo, Federica Panicucci e i Fichi d’India». Sobriamente, sul palco, uno striscione recita: «L’ottava meraviglia del mondo». Ma non è la rossa dai tailleur aderenti e dai tacchi a spillo, è la città «perla ai piedi del Monte Bianco». Parola d’ordine, dunque, niente politica. Poi sulle gradinate compare Dario Frassy, capogruppo azzurro alla Regione Valle d’Aosta, che gongola: «Finalmente in Vallée nasce un laboratorio politico, il PdL sarà il collante per aggregare tutto il centrodestra e andare oltre». Magica Michela, allora ci sta riuscendo, vuole prendersi il Comune con la sua prima lista alle amministrative dell’11 novembre, magari sparigliando con l’Union Valdotaine: «Non vogliamo far fuori nessuno, ma unire le forze liberali». Fino in Val d’Aosta hanno seguito l’indomabile Michela anche alcuni suoi fedelissimi dal Centro e dal Sud Italia. Michela (la bionda), da Roma: «Faremo sapere a tutti che il sindaco Veltroni è soltanto immagine e poca sostanza». Walter è avvisato. GIGI PADOVANI, ENRICO MARTINET