Corriere della Sera 21/08/2007, pag.14 Stefano Montefiori, 21 agosto 2007
Sarkozy: «Castrazione chimica per i pedofili». Corriere della Sera 21 agosto 2007. PARIGI. Francis Evrard, pluricondannato per reati sessuali, deve scontare 27 anni di carcere
Sarkozy: «Castrazione chimica per i pedofili». Corriere della Sera 21 agosto 2007. PARIGI. Francis Evrard, pluricondannato per reati sessuali, deve scontare 27 anni di carcere. Ne esce dopo 18, non prima di essersi fatto prescrivere una confezione di Viagra dal medico del penitenziario di Caen. Appena libero, Evrard rapisce Enis Kocakurt, 5 anni, lo stordisce con un sonnifero e lo violenta in macchina. sull’ onda dell’ emozione per un simile orrore che il presidente Nicolas Sarkozy, appena tornato dalla vacanza americana, annuncia misure choc contro i pedofili: fine degli sconti di pena, esame medico prima del ritorno in libertà, chi viene giudicato pericoloso (anche se ha esaurito la condanna) può scegliere tra castrazione chimica e poi braccialetto elettronico o soggiorno obbligato in uno speciale «ospedale chiuso per pedofili», che verrà aperto a Lione entro il 2009. Accanto al padre e al nonno della piccola vittima, immigrati turchi ricevuti all’ Eliseo, Sarkozy ripete che «bisogna fare di tutto perché ciò che è accaduto non si ripeta, non possiamo lasciare in libertà dei predatori». «Tutti sapevano che quest’ uomo era pericoloso, eppure ha potuto lasciare il carcere, mentire, dare un falso indirizzo, sparire, rapire un bambino e trattarlo in modo ignobile. Questa situazione è inaccettabile». Difficile trovare qualcuno che si senta di difendere Francis Evrard, 61 anni, molti passati in galera con poche pause sfruttate per commettere atti sessuali. Tale è lo sdegno della Francia, e la collera di Sarkozy, che il presidente arriva a teorizzare per i pedofili una «distinzione tra pena e questione di sicurezza». Scontare tutta la pena in prigione non basta più. «Finita la condanna i detenuti come Evrard saranno esaminati da un collegio medico e, se ritenuti ancora pericolosi, inviati in un ospedale chiuso dove saranno curati con la castrazione chimica. Solo a quel punto potranno uscire, muniti però di braccialetto elettronico. Chi rifiuta le cure, resterà rinchiuso in ospedale». Per i delinquenti sessuali un marchio a fuoco indelebile, anche dopo l’ estinzione della pena. Sarkozy ha giustificato la gravità - se non altro giuridica - delle misure annunciate con il suo «dovere di capo di Stato»: «Non è una questione di destra o di sinistra, ma solo di buon senso». La lotta alla pedofilia rischia di trascinare Sarkozy in nuove polemiche, dopo quelle seguite al colloquio con il filosofo Michel Onfray prima delle elezioni, nel quale aveva parlato di predeterminazione genetica e di essere «incline a pensare che pedofili si nasca». Arrivano le prime reazioni contrarie. «I certi Paesi come Canada, Spagna, Svizzera, gli anni di prigione non sono solo una sanzione ma preparano al reinserimento nella società - dice Emmanuelle Perreux, presidente del Sindacato dei magistrati -. Da noi sono anni buttati, senza cure, con l’ unico effetto di moltiplicare gli istinti. Quello di Sarkozy mi pare solo un annuncio a effetto». Ma il ministro della Giustizia, Rachida Dati, è incaricata di elaborare il nuovo quadro giuridico entro novembre. Stefano Montefiori