Corriere della Sera 21/08/2007, pag.12 Mara Gergolet, 21 agosto 2007
«Così vestirò la signora Gül Velo islamico sì, ma glamour». Corriere della Sera 21 agosto 2007
«Così vestirò la signora Gül Velo islamico sì, ma glamour». Corriere della Sera 21 agosto 2007. BERLINO - Atil Kutoglu? «Sì...» lei che disegnerà il velo della signora Gül? «Sì, è vero, sono io. Mi ha chiamato quasi un mese fa». Atil Kutoglu è il più celebre stilista turco. Ormai vive a New York, una celebrity della moda, ma si è fatto le ossa a Vienna, dov’ era andato - da ragazzo d’ ottima famiglia - a studiare economia. Altre strade, e altre idee poi: a Vienna conserva, amici, clienti e - molto per affetto e un poco per business - anche un ufficio. Non si rende conto, mentre risponde al telefono da Istanbul, d’ avere svelato un segreto politico. Un mese fa, dice, è arrivata la chiamata della signora Gül. Già decisamente orientata, ben prima che il marito riproponesse la candidatura per la presidenza, a rifarsi un guardaroba da First Lady. «Beh... probabilmente sì - ammette -. Non me l’ ha detto, ma ho capito che stava succedendo qualcosa d’ importante». Atil è, in questi giorni, più d’ uno stilista. E’ impegnato in una missione nazionale: rendere il velo presentabile, far digerire ai kemalisti, alla Turchia laica (e al mondo intero) una First Lady velata. Ed è il prescelto per la rivincita di Hayrünnisa Gül, la studentessa respinta all’ università perché non voleva scoprirsi i capelli, e che ora entrerà a capo alto (e coperto) nel palazzo presidenziale. La signora, racconta, gli ha chiesto intanto una collezione di foulard. «Ma anche di ridisegnarle il guardaroba, di seguirla, insomma di darle dei consigli». Si conoscono da quattro anni. Il primo incontro a un ricevimento in ambasciata a New York. «Mi ha colpito molto quel giorno, si interessa di arte, è colta, segue molto la moda. Sapeva tutto delle mie collezioni». Come, la First Lady islamico-tradizionalista è anche, in segreto, una fashionista? Lui non si stupisce affatto. Lady Gül non è l’ unica. La signora Erdogan, nelle pubbliche apparizioni, abbina spesso velo, tacchi e occhialoni da diva. «Io lo vedo come un’ evoluzione positiva: l’ interesse per la moda è la prova che questa è una classe dirigente giovane, moderna, dinamica. La Turchia sta vivendo un boom enorme. C’ è una trasformazione tellurica dei costumi e della società. La moda fa la sua parte, e se la politica la capisce, beh, è un buon segnale» Ha un’ idea chiara, per la signora Gül. «Ho in mente una collezione che unisca il glamour hollywoodiano e la sobria eleganza che il ruolo le impone. Le ho preparato una decina di modelli». La sue collezioni sono metropolitane, contemporanee, spiega, ma con richiami e un carattere ottomano. Sono anche - e lo sa bene - molto sexy. Scusi, ma il velo è visto come l’ antitesi della modernità, dell’ apertura, della libertà. E lei vuol trasformarlo in accessorio trendy? Una lunga risata al telefono. «Dipende dal foulard. Negli anni ’ 70 lo portavano tutti. Quant’ era sexy Romy Schneider? Quant’ era elegante Jackie Kennedy?». Ha in mente di ridisegnarlo, il foulard, di reinventarlo. «Mi intriga lavorare a un’ immagine più moderna della donna islamica». Però non si nasconde. C’ è un enorme dibattito politico nel suo Paese, se sia lecito rompere il tabù della laicità. E lui non fa doppi giochi, non sceglie l’ ambiguità. Viene da una famiglia borghese e molto laica, dove nessuno da generazioni portava il velo. «Mia nonna materna Melika era una delle donne più belle della città. La Rita Hayworth di Istanbul, con lunghi capelli biondi. affascinante anche adesso che ha 80 anni». Però, dice, il problema è rispettare i sentimenti di chi vuol coprirsi il capo. «Quel che conta, è che la classe politica sia tollerante e cosmopolita. Per come ho conosciuto la signora Gül, dinamica, impegnata in progetti benefici, lo è, eccome». Non che gli manchino i confronti. Tra i suoi amici clienti, Naomi Campbell, Catherine Zeta Jones, Jessica Alba. «Ma anche Ursula Plassnik». Il ministro degli Esteri austriaco? Certo, così come Franziska von Hamburg (della famiglia reale austriaca), il duca Michael di Kent e sua figlia Gabriela: Kutoglu è abituato a navigare tra due mondi, «quello dei ministri è più... serio, ma è interessante lavorare con delle limitazioni». E, poi, le idee - dal mondo dei ministri - si possono pure importare in quello della moda. «Sto pensando di proporre questi modelli al Fashion Week di New York, vorrei mettere un po’ di turbanti nello show. Scommette che diventerà un trend?». * * * Mara Gergolet