La Repubblica 21/08/2007, pag.31 ALESSANDRA RETICO, 21 agosto 2007
"Vacanze romane", dal ciak al tour. La Repubblica 21 agosto 2007. ROMA - Dici Vacanze romane, capisci la spensieratezza
"Vacanze romane", dal ciak al tour. La Repubblica 21 agosto 2007. ROMA - Dici Vacanze romane, capisci la spensieratezza. I giri in Vespa, il bucato penzolante alle finestre, i bagni al Tevere, le trattorie sotto il cielo blu. E via Margutta, con i suoi artisti e l´aria bohémienne dove prima c´erano le carrozze e i magazzini, i muratori e i faccendieri. Audrey Hepburn ci passò una notte stramba, al numero 51, casa del giornalista Gregory Peck. Successe nel film, ma da allora è cambiato tutto un´altra volta. La strada che prima era solo un retro, quello dei palazzi di via del Babuino, passò davanti, protagonista. Negli anni ”50 divenne meta dei primi viaggiatori cinefili, molto prima del cineturismo di moda adesso. La strada delle vacanze, il posto dove cambiare vita è possibile. La principessa Anna che scende dalla regalità al rumore della piazza, dal conformismo di palazzo alla morbidezza della romanità. Un sogno, per un giorno. Quell´aria bella e indolente è cambiata, e anche le acque del fiume e il colore dell´aria e alla fine quasi tutto: ma riprovarci si può. Un giro per la città eterna come lo fecero la Hepburn e Peck, a ritroso e attraverso: il comune di Roma ci sta pensando, tra le varie iniziative di riqualificazione del centro storico, di alcuni siti, anche questo. Fare di via Margutta e di tutto il percorso di Vacanze romane, un pacchetto da attrazione turistica. A partire dal civico 51 (e 33, il cortile degli interni), famosi ma ammaccati lo stesso. Ci sono le vite, ma anche i viaggi degli altri. La principessa Anna che cerca la felicità nell´anonimato, noi nell´aura che lei ha impresso a una città. Piazza del Popolo, il Colosseo, Fontana di Trevi: più belli se lei ci compra i sandali o ci mangia un gelato. Piazza Venezia: persino il Vittoriano sembra bello, ma non c´era il traffico di adesso. E poi Trinità dei Monti e largo Argentina e tutto quello che il bravo turista dovrebbe vedere. E ricordare, come la scena alla Bocca della Verità: Gregory Peck improvvisò, fece finta che la bocca gli risucchiasse la mano, la Hepburn ci credette, si impressionò. L´ingenuità, il candore dei Cinquanta, la leggerezza del tempo. Roma (un po´) lo sa ancora fare. E non c´è set naturale più cinematografico, forse al pari è solo New York. Oltre che romana, barocca, cattolica, la capitale è anche una scena. Dove tornare, e rigirare la propria storia. Destination marketing lo chiamano i tecnici. Le location più attraenti dei luoghi. Cento milioni di persone si muovono al mondo dietro le sequenze dei film. In Nuova Zelanda per Il Signore degli Anelli, in Olanda a Delft per La ragazza dall´orecchino di perla, nel Wyoming per Brokeback Mountain e in certe sperdute e sublimi terre inglesi causa Harry Potter, in particolare al castello di Alnwick che è molto al nord. Da qualche anno anche in Italia funziona il business anche se in modo più artigianale, sono state per lo più le fiction televisive a convertire gli spettatori in turisti: al castello di Agliè per Rivombrosa e a Porto Empedocle (Vigata) sulle tracce di Montalbano. Da anni l´Ischia Film Festival lavora sul tema, dal 2005 anche una Borsa Internazionale del Cineturismo e di recente un blog, ci si scambiano esperienze e indirizzi. A via Margutta parecchi, ci sono passati fabbri e poeti, falegnami e pittori, marmisti e attori. Tanti: Sibilla Aleramo, Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Jean Cocteau, Alberto Burri, Simone De Beauvoire, Italo Calvino, Renato Guttuso, Marlon Brando, Alain Delon, Federico Fellini. Perché c´è silenzio e calma, ma dietro ai portoni, sulle terrazze, scoppiano luci e suoni. La principessa e il giornalista scapestrato, le stalle e le stelle, sembra un film. ALESSANDRA RETICO