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 2007  agosto 21 Martedì calendario

Saviano: la Germania si svegli la mafia è una holding europea. La Repubblica 21 agosto 2007. Il bagno di sangue di Duisburg ha gettato luce sulle attività della mafia in Germania

Saviano: la Germania si svegli la mafia è una holding europea. La Repubblica 21 agosto 2007. Il bagno di sangue di Duisburg ha gettato luce sulle attività della mafia in Germania. L´interesse dei media è forte. Ma quando il polverone è passato di solito tornano a tacere. Cosa c´è che non va nella percezione del crimine organizzato da parte dell´opinione pubblica? «Uno degli errori più grandi nella valutazione di un´organizzazione criminale è credere che sia attiva e potente solo quando spara. Invece la mafia è molto più forte e interessante da analizzare quando non uccide. Se fosse osservata costantemente, se si descrivessero i meccanismi con cui i boss hanno successo, il suo potere sarebbe forse la metà. Il "massacro di ferragosto" dimostra l´incapacità dei media nell´affrontare il crimine organizzato. Fino a oggi l´esistenza di cartelli criminali in tutta Europa è stata sottovalutata o ritenuta un problema interno all´Italia». La Germania è stata svegliata di colpo dall´attentato di Duisburg. «La Germania è uscita da un silenzio ingenuo, se non colpevole. Perché da almeno vent´anni i poteri criminali calabresi e campani investono in Germania. L´edilizia all´est è controllata dalla ”ndrangheta e dalla camorra, centinaia di aziende subappaltatrici hanno legami con i clan. Non solo in Germania Est. Pietro L., di un paese vicino a Napoli, è un boss che vive in Germania. E anche Giuseppe R. è un boss che vive in Germania. ritenuto il mediatore del clan dei Casalesi, che fanno affari soprattutto nei trasporti». Dove, con esattezza, è attivo il clan? «Secondo le mie informazioni, a Dortmund. La polizia lo sa perfettamente, l´opinione pubblica no. Da noi che la camorra di Secondigliano e la ”ndrangheta di Locri siano stati i primi a investire in Germania Est dopo la caduta del muro è un segreto di Pulcinella. I mass-media in Germania non ne sanno nulla. Ma proprio questo è il problema: se le organizzazioni criminali restano una materia per addetti ai lavori non abbiamo alcuna possibilità contro di loro. Non hanno paura degli addetti ai lavori e non temono neppure i tribunali e le condanne. Il mio caso forse può servire a mostrare quanto oggi possano essere efficaci le parole. Se i lettori, i giornalisti o gli intellettuali producono un´attenzione costante l´imprenditorialità criminale si trova in difficoltà». Le autorità italiane collaborano con quelle tedesche per procedere contro le organizzazioni criminali anche in Germania? «Sì, il pm Filippo Beatrice, per esempio, indaga nel settore tessile, che ha molte attività in Germania. La camorra ha persino portato avanti una strategia molto precisa: ha investito prima in paesi vicini come la Repubblica Ceca e la Polonia, che fanno comunque parte dell´area allargata dell´economia tedesca, poi si è spostata direttamente in Germania. A Chemnitz hanno investito capitali in molte attività tessili». Tedesche o italiane? «Sono negozi avviati con capitale italiano, che poi i soldi tedeschi hanno fatto fruttare. In questi giorni c´è il pericolo che i tedeschi credano che il loro paese venga sommerso da finanziamenti criminali dall´estero. Invece i capitali che provengono dall´Italia fecondano quelli tedeschi e li fanno fruttare. Inoltre è sbagliato ritenere che l´economia della mafia sia arretrata. Le organizzazioni mafiose sono un moltiplicatore economico. Ma sono un moltiplicatore che non produce ricchezza sociale, niente scuole o strade, ma crea incredibili profitti privati. dunque sbagliato liquidare il tutto come un problema esclusivamente italiano e delegarlo alla polizia, che ora dopo Duisburg deve arrestare un paio di calabresi». Quale sarebbe il compito della Germania? «Dopo la tragedia di Duisburg la Germania deve comprendere che si tratta di un problema tedesco ed europeo. necessario interrompere le relazioni tra l´imprenditoria criminale italiana e gli imprenditori tedeschi. Ma esiste anche il senso inverso. A Caivano, vicino a Napoli, c´è un tedesco che gestisce un arsenale della camorra. Le organizzazioni mafiose si sono globalizzate e internazionalizzate. Oggi il clan dei Casalesi ha anche appartenenti ucraini o tunisini. E tutta l´area intorno a Castel Volturno è stata lasciata alla mafia nigeriana. A New York la mafia italo-americana ha appaltato una zona a famiglie del Kosovo. Le relazioni sono internazionali, ed è un errore affrontarle ancora con criteri medioevali o folcloristici». Henning klüver