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 2007  agosto 22 Mercoledì calendario

Le giovani donne americane che non ne possono più di abiti succinti, scollature vertiginose e magliette aderenti e corte si riconoscono nei valori del "modesty movement", che sta facendo sempre più proseliti

Le giovani donne americane che non ne possono più di abiti succinti, scollature vertiginose e magliette aderenti e corte si riconoscono nei valori del "modesty movement", che sta facendo sempre più proseliti. La portavoce del movimento è Wendy Shalit, una scrittrice che con i suoi libri ha sostenuto il ritorno a una femminilità più classica e casta. Su alcuni siti internet legati al modesty movement si offrono consigli di abbigliamento e comportamento morigerati. Su modestlyYours.com invece si elencano i modelli di comportamento da imitare: Scarlett Johansson che ha pubblicamente affermato di non voler essere «sessualmente promiscua», Natalie Portman che rinunciò alla parte di Lolita nell’omonimo film con Jeremy Irons perché le «sembrava sbagliato interpretare un film in cui una bambina fa del sesso con un adulto», Reese Whiterspoon che ha vietato a sua figlia di sei anni di indossare una maglietta che le lasciava l’ombelico di fuori: «Mia figlia può portare magliette coloratissime, decorate con disegni e lustrini, ma non voglio che vada in giro a mostrare il suo ombelico a dei perfetti estranei».