La Repubblica 17/08/2007, pag.3 ETTORE LIVINI, 17 agosto 2007
Mutui-bond, dai padroni delle pagelle voti massimi e inviti a investire di più. La Repubblica 17 agosto 2007
Mutui-bond, dai padroni delle pagelle voti massimi e inviti a investire di più. La Repubblica 17 agosto 2007. MILANO - Voti troppo alti regalati a obbligazioni rivelatesi poco più che carta straccia. E tante decisioni in conflitto d´interesse. Non ultima la micidiale letterina spedita alla Ue sei mesi fa – rimasta per fortuna solo una proposta – in cui l´European securitization forum (un consorzio in cui le agenzie di rating sono presenti in massa) suggeriva a Bruxelles di rivedere la legge comunitaria «per consentire ai fondi di investire fino al 25% del loro patrimonio (contro il 3% attuale) in cartolarizzazioni di mutui residenziali con rating Tripla A». Proprio quei prodotti che in questi giorni stanno mettendo in ginocchio le Borse mondiali. Il rapporto tra S&P, Moody´s e Fitch e i mutui ad alto rischio è da mesi nell´occhio del ciclone. Per un semplice motivo: le agenzie di valutazione del debito – in questo settore – giocano su entrambe le parti del tavolo. Come arbitri, assegnando il voto (il cosiddetto "rating") alle emissioni strutturate in cui sono stati impacchettati i subprime. Ma anche come giocatori, aiutando le banche d´affari a confezionare questi complessi strumenti finanziari. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: bond premiati un mese fa con "AAA", il voto massimo nelle pagelle del rating, che hanno perso il 30% del loro valore. E risparmiatori infuriati con chi ha regalato valutazioni da titolo di Stato a obbligazioni imbottite di mutui ad alto rischio. Nascondendosi ora dietro la postilla che sta in calce a tutte le ricerche: «Le nostre sono opinioni – scrivono le agenzie – non prendetele come consigli d´investimento». Il ruolo di Moody´s, S&P e Fitch nella confezione dei Collateralized debt obligation (Cdo) – i cocktail di bond che hanno invaso i mercati – è invece tutt´altro che marginale. Le agenzie lavorano gomito a gomito con le banche d´affari. Suggerendo il mix di "ingredienti" (vale a dire i titoli) da mettere in una singola tranche per ottenere il miglior rating possibile e pagare meno interessi: così basta mischiare un po´ di titoli di stato, qualche bond societario e una manciata di subprime, per ottenere una generosa "Tripla A" su un´obbligazione che in realtà è una bomba ad orologeria. Mentre, dall´altra parte, si riducono al minimo le emissioni con voti da "titoli spazzatura". Il gioco, naturalmente, ha il suo tornaconto. Moody´s nel 2006 ha guadagnato oltre 880 milioni (il 43% dei suoi utili) grazie al doppio lavoro di consulente e giudice sui Cdo. La valutazione delle agenzie di rating, tra l´altro, è per i mercati qualcosa di più che una semplice opinione. I fondi di liquidità e monetari – quelli consigliati ai piccoli risparmiatori che non vogliono rischiare – sono autorizzati spesso a comprare solo bond a "Tripla A". Così – grazie alla benedizione di Moody´s & C. – si sono imbottiti (senza saperlo) di mutui subprime e oggi i loro rendimenti pagano un pedaggio salatissimo. successo anche al Fondo pensione della polizia e dei pompieri dell´Ohio. Le forze dell´ordine dello stato Usa pensavano di aver parcheggiato i soldi in strumenti a bassissimo rischio e invece hanno visto crollare il valore dei loro investimenti. Loro, ben prima di Ue e Sarkozy, hanno già deciso di portare le agenzie di rating in tribunale. ETTORE LIVINI