Marina Valensise, Sarkozy, Mondadori, 2007, 17 euro, 247 pagine., 21 agosto 2007
Biografia di Nicolas Sarkozy
Marina Valensise, Sarkozy, Mondadori, 2007, 17 euro, 247 pagine.
Nicolas Sarkozy. Eletto il 6 maggio 2007 sesto presidente della Quinta Repubblica dal 53,06 per cento degli elettori francesi (tasso di partecipazione, 83,97 per cento, il 16 per cento in più rispetto al 2002, quando il partito dell’astensione aveva superato il 30 per cento). Miglior risultato raggiunto da un candidato della destra dopo Charles De Gaulle, fondatore della quinta Repubblica, eletto nel 1965 con il 55,20 per cento.
Avventure. "Volevo impegnarmi in politica, perché volevo provarne le gioie collettive. Volevo uscire dal destino che mi era stato tracciato, sfuggire a un ambiente definito, non occuparmi delle piccole cose. E la politica, pensavo, era uno degli ultimi campi di avventura collettiva possibile, anzi era l’unico aperto e accessibile se ti chiami Sarkozy, non conosci nessuno, non hai relazioni di famiglia per importi, e sogni di vivere tra gente di ogni origine e condizione" (Nicolas Sarkozy, intervistato da Michel Denisot, su Canal+).
Secondogenito. Nasce il 28 gennaio 1955 a Parigi, nel XVII arrondissement. il secondo di tre figli di Andrée Mallah e Pál Nagy Bócsa y Sarkozy, che si sposano per amore nel 1950, dopo sette mesi di fidanzamento, ma dopo dieci anni divorziano (lei non ne poteva più dei suoi tradimenti e tornò a vivere col padre). Il padre non era proprio puntuale a corrispondere gli alimenti, così la madre si fece prima assumere come segretaria in uno studio legale, intanto riprese gli studi in legge, e poi si mise a fare l’avvocato.
Rifugiati. Pál Nagy Bócsa y Sarkozy era un aristocratico ungherese, rifugiato politico in Francia. Per non essere arruolato nell’Armata Rossa, complice la madre che finse il suo annegamento nel lago Balaton, raggiunse la Francia e si arruolò invece nella Legione straniera, giusto per avere il lascia passare, perché intanto un medico militare ungherese, amico di famiglia, lo aveva fatto riformare. Guadagnò i primi soldi a Parigi come facchino di pizze cinematografiche, e poi fece fortuna come pubblicitario.
Destino. "Non mi è piaciuto il destino riservato a mia madre, l’ho vissuto come un declassamento, come una sofferenza. Una donna sola, divorziata, all’inizio degli anni Sessanta, non aveva vita facile, non veniva invitata in società. E mio padre non è stato abbastanza gentile da aiutarla" (Sarkozy).
Cartoline. Dopo il divorzio con Andrée, detta Dadu, Pal si sposerà altre tre volte, facendosi vivo di rado coi figli. A diciassette anni, Fançois, terzogenito, gli scrive una lettera per rimproveraglielo e in risposta riceve una cartolina con su scritto: "Non ho imparato a giustificarmi davanti ai miei figli". Guillome, il figlio maggiore di lui ha detto: "La sua filosofia era semplice: io non vi devo niente e voi non mi dovete niente".
Privilegi. Ciononostante Nicolas Sarkozy non è cresciuto proprio in ristrettezze. Frequentò collegi privati, corsi di judo, di equitazione (anche se preferiva occuparsi dei cavalli come stallieri più che montarli), passava l’estate sull’Atlantico, in una grande villa in riva al mare a Pontaillac, di proprietà di un’amica d’infanzia della madre, e d’inverno andava a sciare.
Nonno. A fare da padre a Nicolas e ai due fratelli, ci pensò il nonno materno, Bénédict Mallah, medico chirurgo di professione, specialista in urologia e malattie veneree, filatelico per hobby, gollista per convinzione. Nato ebreo, nella comunità sefardita di Salonicco, si era trasferito in Francia per studiare, e poi non era più tornato (Salonicco, annessa alla Grecia nel 1912, era caduta in balìa dei pogrom). Si convertì al cattolicesimo prima di sposarsi.
Maggio. Nel 1968, quando scoppia la rivolta del Maggio, non ha ancora tredici anni. Legatissimo al nonno, convinto gollista, insiste per andare alla manifestazione annunciata dal ministro della cultura André Malraux e dal padre della Costituzione della Quinta Republica, Michel Debré, sugli Champs Elysées a sostegno del presidente De Gaulle. Si era già messo un fazzoletto tricolore in tasca, ma la mamma non ne voleva sapere e non potendo contare sull’aiuto di suo padre, fu costretta a chiamare il preside della scuola per vietargli di scendere in piazza.
Infanzia. Sarko, che dice di essere stato plasmato dalle umiliazioni subite nell’infanzia, non ha nostalgia di quel periodo, "stagione della vita in cui non sei libero, ti dicono sempre cosa devi fare".
Giovani. "La rivolta dei giovani che oggi hanno sposato il messaggio di Sarko, votando per lui a larga maggioranza, non è contro il Maggio, bensì contro gli eredi del Maggio, contro l’aristocrazia dei sessantottini che imperversano ancora tra i professori, che rinfacciano ai loro allievi di non aver vissuto, di non poter sapere, e continuano a celebrare il passato, autocelebrandosi, senza capire che in questo modo hanno spezzato la schiena a una generazione, che oggi, per mettere i piedi nelle orme dei suoi fratelli maggiori, manifesta, scende in piazza, spacca le vetrine, perché si sente esclusa, tagliata fuori da tutto. L’esatto contrario di quello che ci si sarebbe aspettato dai vecchi contestatori" (André Glucksmann).
Disciplina. Iscritto in prima media al Collége Chaptal, un vecchio liceo monumentale in boulevard des Batignolles, che forma gli studenti in preparazione per la Scuola di Guerra, a Nicola Sarkozy, però, la disciplina militare dava alla testa.
Neuilly. Morto il nonno, nel 1973, la famiglia si trasferisce a Neuilly, e per non gravare troppo sulla mamma, Nicolas Sarkozy, che rinunciando al giornalismo intanto si è iscritto a legge, si mette a lavorare come fattorino dal fioraio sotto casa, e per due anni come commesso nella gelateria di un pied noir, cioè un colono, di origine marocchina, con cui poi stringerà amicizia.
Lega con gente comune, il pizzaiolo Pascal, il gelataio pied noir Arthur Kasparian, il cuoco cambogiano del principe Sihanouk, che aprirà il migliore ristorante della zona. A ventotto anni diventa sindaco del comune di Neuilly. "Chi abita a Neuilly è gente che si è battuta per assumersi più responsabilità, per lavorare più degli altri. Non posso prendermela con loro se fanno tanti sacrifici per voler vivere in un comune particolare come questo" (N. S.).
Gusti. "Non puoi capire la gente se non hai gli stessi gusti della gente" (N.S.).
Politica. "In politica non devi chiedere, devi prendere" (N.S.).
Tradimenti. tentato di lasciare la politica nel 1995, quando è eletto presidente Jacques Chirac. In campagna elettorale Sarkozy aveva appoggiato Edouard Balladour, il primo ministro che per mesi era stato favorito nei sondaggi, e dopo la sua sconfitta, è radiato dal governo, bandito dal partito e fischiato in pubblico (pare che Chirac di lui abbia detto: "Sarkozy? Bisogna camminarci sopra, porta fortuna"). Con Chirac si riconcilia nel 1997. Il presidente, su consiglio di Dominique de Villepin, lo convoca, ma lo riceve senza nemmeno alzarsi dalla scrivania. "Mi dicono che volevi vedermi", gli dice, e Sarkozy: "No, è lei che mi ha fatto chiamare". Al che Chirac lo fa accompagnare alla porta dai commessi, ma un mese dopo lo richiama.
Lettere. Poco dopo le elezioni presidenziali del 1995, accetta di curare per il quotidiano economico ”Les Echos”, una rubrica di corrispondenza immaginaria tra Chirac e vari personaggi, tra gli altri, un giorno, se stesso, fingendo di ricevere dal presidente questa lettera: "Avresti potuto essere primo ministro. Ed ecco, mio caro Nicolas, che cosa ci hai guadagnato. Prima di tornare in pista, dovrai ancora soffrire, voglio che tu capisca cosa vuol dire restare solo, abbandonato da tutti, come lo sono stato io… Ah, perché mi hai tradito? Vorrei che tu tornassi a essere il Nicolas che ho conosciuto e al quale ho voluto bene, perché in fondo apprezzo il tuo gusto per la battaglia e per l’impertinenza".
Rachida Dati. Soprannominata ”Sarcosette”, in omaggio all’eroina de I Miserabili di Victor Hugo, quarant’anni, è stata nominata Guardasigilli da Sarkozy. Origine maghrebina, nata in Borgogna, seconda di dodici figli di un muratore di origine marocchina, e di un’algerina, analfabeta, che lavorava come cameriera a ore, è cresciuta in una casa popolare alla periferia di Châlons sur Saône. Si è laureata in economia e legge, nel frattempo lavorando come venditrice di prodotti Avon porta a porta e come aiutoinfermiera in una clinica. Ha incominciato a fare strada ottenendo un invito a un ricevimento all’ambasciata d’Algeria, dove si è presentata al ministro della Giustizia Albin Chalandon, dicendogli di avere un padre disoccupato, undici fratelli e sorelle, e di lavorare di notte per mantenersi agli studi, al che il ministro la raccomandò per uno stage come contabile alla direzione finanziaria di Elf. E così via, finché nel 1995 non incontrò anche Sarkozy, allora sindaco di Neuilly, che le disse: "Se mai avesse bisogno di me, mi chiami pure". Lo richiamò sette anni dopo dicendogli che le sarebbe piaciuto lavorare con lui al ministero degli Interni, e dopo due mesi fu nominata consigliere legislativo.
Potere. "Non è l’assenza di potere a discreditare la politica, ma il non esercitare il potere di cui si dispone" (N.S.).
Popolare. "Sei popolare? Se sei di sinistra, vuol dire che sei vicino al popolo. Se sei di destra, sei populista" (N.S.).
Francobolli. Per il suo ultimo compleanno Israele ha emesso un francobollo in suo onore. Alle presidenziali i francesi residenti in Israele si sono iscritti in massa nelle liste elettorali e il 90 per cento ha votato per Sarkozy.
Falcata. Secondo Philippe Ridet, ”Le Monde”, Nicolas Sarkozy, quando cammina, compie un movimento rotatorio-ondulatorio, come quello di un calciatore che entra in campo per giocare la partita dopo essersi tolto i pantaloni della tuta. Secondo altri osservatori si tratta di un difetto di coordinazione motoria che potrebbe essere l’effetto di una disarmonia interiore, di un’aggressività mal riposta, oppure del riflesso di una tendenza a imporre sempre e comunque rapporti di forza e di una propensione a isterizzare il dibattito.
Provocazioni. Per prepararsi alla diretta tv in cui si sarebbe confrontato con Ségolène Royal, prima del ballottaggio, Nicola Sarkozy è andato in ritiro in Corsica con i suoi più stretti collaboratori, autorizzati ad assalirlo su qualsiasi tema, per allenarlo a resistere alla provocazioni.
Paura. "Se Sarko continua a fare un po’ paura, non è perché ci metterà tutti al gabbio, ma perché può esplodere da un momento all’altro, e dare una testata come Zidane" (Marcel Gauchet, redattore capo di ”le Débat”).
Corsa. Appassionato di tutti gli sport, corre tre volte alla settimana, per un’ora, in compagnia dei suoi collaboratori, senza mai smettere di parlare. "Ho bisogno di spendere energie".
Soluzioni. Qualcuno lo ha soprannominato ”Coltellino svizzero”, per l’intelligenza multitask che trova una soluzione a ogni problema.
Salvataggi. Bercy, alto funzionario, gli aveva illustrato il piano di salvataggio del gruppo Alstom, che prevedeva cassa integrazione, smembramento e vendita a un gruppo straniero, ma Sarko gli rispose: "Torni a casa, riveda tutto e mi trovi un’altra alternativa. Faccia finta che al posto di quegli operai ci siano sua madre, suo padre, suo fratello, sua sorella e sua moglie".
Battute. "Meno male che sono impopolare, e se fossi stato popolare dove sarei arrivato?" (N.S.).
Tristezza. Diventato Ministro del Bilancio, portavoce del governo Balladur e responsabile della Comunicazione, Sarko superò la fascinazione del potere: "Passate le prime settimane… arrivarono i guai. Dovetti arrendermi all’evidenza che il potere non era allegro, che era persino un po’ triste. La moderna accoppiata ”derisione e sospetto” non migliora la situazione dei ministri. Bisogna dare battaglia, resistere alle critiche, o prepararsi alla stoccata dalla mattina alla sera, senza tregua e spesso senza risparmiarsi" (N.S., nella sua autobiografia, Libre).
Cécilia. Cécilia Chouganov, classe 1957, si sposò per la prima volta a venticinque anni, con l’attore e conduttore televisivo Jacques Martin. Era stato proprio Sarkozy, allora sposato con Marie, a celebrare le nozze in quanto sindaco di Neuilly. Da allora le due coppie diventarono inseparabili. Nicolas fu scelto come padrino del primo figlio dei coniugi Martin, e sua moglie come madrina della secondogenita. Nicolas e Cécilia diventarono amanti e toccò a Madame Sarkozy sorprenderli in flagrante, nel corso di una vacanza a Megève, in Alta Savoia, rientrando in albergo prima del previsto, perché si era messo a piovere. Era il 1988, Nicolas e Cécilia aspettarono otto anni prima di sposarsi.
Media. "Non ha bisogno di controllare i media, li occupa" (Massimo Nava, sul ”Corriere della Sera”).
Grazia. "La politica è credere nella bellezza della vita, negli incontri, nell’energia positiva che è in ciascuno di noi, è credere che esista, malgrado tutte le difficoltà, una grazia umana che è più forte di tutto il resto" (N.S.).