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 2007  agosto 17 Venerdì calendario

Telecom incagliata sul Brasile. La Repubblica 17 agosto 2007. MILANO - Saranno dieci giorni caldi quelli fra il 20 e il 30 agosto per il futuro di Telecom Italia

Telecom incagliata sul Brasile. La Repubblica 17 agosto 2007. MILANO - Saranno dieci giorni caldi quelli fra il 20 e il 30 agosto per il futuro di Telecom Italia. Gli avvocati di Tim cercheranno in tutti i modi di avere un via libera dall´Anatel, l´Authority brasiliana per le telecomunicazioni, chiamata a esprimersi sull´ingresso del colosso spagnolo Telefonica in Telco con il 42%. Questa è la società che dovrebbe acquistare Olimpia da Pirelli e che avrà nella pancia il 23,5% del gruppo telefonico italiano: per questo motivo potrebbero sorgere problemi di posizione dominante in Brasile, dal momento che Telefonica aggiungerebbe al 50% di Vivo (primo operatore mobile del Brasile) già posseduto, anche una partecipazione indiretta in Tim Brasil (il secondo operatore per numero di clienti). L´Anatel si riunirà nei prossimi giorni e poi anche intorno al 25 agosto, ma non è detto che il disco verde arrivi, per una serie di ragioni. In primo luogo perché l´uomo più ricco del mondo secondo la rivista Forbes, vale a dire Carlos Slim, padrone di America Movil e principale concorrente di Telefonica in Sudamerica, sta portando avanti una tattica ostruzionistica. Ha chiesto ufficialmente all´Anatel di poter vedere le carte dell´operazione Telefonica-Telecom Italia e gli è stato concesso questo diritto senza un limite di tempo anche se gli avvocati italiani hanno protestato per la decisione. Inoltre, all´interno dell´Anatel si sta giocando una partita politica. Dei cinque consiglieri di cui è composta la commissione almeno due sarebbero contrari a rilasciare l´autorizzazione all´ingresso di Telefonica in Telecom. Almeno un altro consigliere, invece, è decisamente a favore dell´operazione ma sembra che a settembre vada in ferie, un mese prima del termine del suo mandato. Dunque, se la decisione sull´operazione italo-iberica slitterà a settembre è possibile che il verdetto finale possa addirittura essere messo in discussione. Ed ecco perché pochi giorni fa uno dei commissari, Antonio Bedran, ha dichiarato che la commissione sta aspettando un rapporto tecnico da parte degli uffici e si riunirà solo a settembre. I commissari contrari all´operazione stanno dunque cercando di far slittare la decisione dell´Anatel all´autunno per poter manovrare la decisione finale da una posizione di parità numerica e con la probabilità di una bocciatura più elevata. In questo quadro si capisce la fretta degli italiani per ottenere un responso entro fine agosto. La situazione è così fluida da porre qualche dubbio sul comportamento futuro di italiani e spagnoli. Telefonica, per esempio, sembra si sia rifiutata di presentare all´Anatel una dichiarazione scritta in cui affermava di non avere intenzione di influenzare in qualsiasi modo la gestione di Tim Brasil. Se fosse vero, il comportamento degli spagnoli verrebbe a confermare l´imbarazzo in cui si dibatte Cesar Alierta, nel dover giustificare ai propri azionisti un investimento fatto a 2,85 euro, oggi crollato sotto 1,9 euro (il consorzio acquirente ha già una minusvalenza intorno a 2,5 miliardi) e nel quale non ha alcun potere decisionale, men che meno nelle partecipazioni sudamericane. Anzi, dal punto di vista teorico a Telefonica converrebbe che dal Brasile non arrivasse alcun via libera. In questo caso il contratto sottoscritto con gli italiani prevede la possibilità di perfezionare comunque l´operazione, ma di "chiamare" la scissione delle quote. Telefonica potrebbe così trovarsi nella condizione di avere in portafoglio il 10% di Telecom Italia, senza alcun patto con gli altri azionisti italiani, libera perciò di lanciare un´Ops di carta con un premio rispetto ai corsi di mercato che le permetterebbe di mediare il valore finale dell´acquisizione. Ma conviene a Telefonica trasformare l´operazione su Telecom da amichevole in ostile ben sapendo che il governo italiano non rimarrebbe immobile di fronte a un´eventualità del genere? Secondo alcuni banchieri d´affari interpellati sull´argomento la risposta è no, il rischio troppo alto. Anzi, qualcuno all´interno del governo gradirebbe un´operazione di segno opposto, cioè il rafforzamento della compagine italiana nel controllo di Telecom a discapito di quella spagnola. In effetti anche i soci italiani di Telco, vale a dire Mediobanca, Generali, Intesa Sanpaolo, Benetton, hanno un problema. Avranno in carico le azioni Telecom a 2,67 euro contro un valore di mercato già sensibilmente più basso. Recuperare un simile gap anche in un´ottica di investimento di medio lungo periodo è un´impresa non da poco, considerando lo scarso appeal del settore telefonico nelle Borse mondiali. Dunque se le stesse banche già presenti in Telco più qualche imprenditore italiano fossero disposti ad acquistare sul mercato pacchetti di azioni Telecom a 1,9 euro, anche in questo caso si riuiscirebbe a "fare media" e a partire nell´avventura con la strada meno in salita. Ecco perché nel caso di un cartellino rosso in arrivo dal Brasile, l´ipotesi scissione potrebbe interessare anche gli italiani se il prezzo di mercato di Telecom favorisse la discesa in campo di imprenditori e fondi italiani che in aprile si erano resi indisponibili. Inoltre potrebbero tornare in pista Berlusconi e Colaninno, che avevano già mostrato un interesse per Telecom qualche mese fa. Considerando anche l´incognita Brasile, sembra comunque improbabile che tutta l´operazione Telefonica-Telecom vada a monte. Con le autorizzazioni antitrust europee già pervenute il contratto di fine aprile prevede che il "closing" si faccia. La Pirelli dovrebbe dunque essere tranquilla. Marco Tronchetti Provera per sollecitare italiani e spagnoli a mettere un punto sull´operazione nei giorni scorsi si è dimostrato disponibile a procedere fin da subito al cambio del management, mantenendo però alla presidenza Pasquale Pistorio. Ma per il momento non pare vi siano discussioni al riguardo anche se l´argomento potrebbe diventare d´attualità all´inizio di settembre, sia che arrivi il via libera Anatel sia nel caso contrario. GIOVANNI PONS