Corriere della Sera 19/08/2007, pag.5 Rita Querzé, 19 agosto 2007
Tasse, il record di Milano Proteste sul fisco locale. Corriere della Sera 19 agosto 2007. MILANO – Più tartassati di tutti
Tasse, il record di Milano Proteste sul fisco locale. Corriere della Sera 19 agosto 2007. MILANO – Più tartassati di tutti. Più dei cugini torinesi, più dei bolognesi e molto, molto più di chi abita da Roma in giù. I milanesi sono le vittime preferite dal fisco. E a vestire i panni dell’esattore impietoso non è solo lo Stato. Ieri un’indagine della Cgia di Mestre ha messo in fila i versamenti che gli italiani fanno a Comuni, Province e Regioni. Risultato: i milanesi sborsano più di chiunque altro. L’INDAGINE – Per l’esattezza, secondo l’associazione degli artigiani e delle piccole imprese di Mestre, sono 2.082 gli euro ogni anno che i cittadini della Madonnina versano agli enti locali. Di questi, 1.088 euro vanno alla Regione (per addizionale Irpef, Irap, compartecipazione all’Iva e sulle accise della benzina), 909 al Comune (Ici, tassa sui rifiuti) e 85 alla Provincia. Al secondo posto c’è Venezia, anche se il capoluogo lagunare è di fatto fuori classifica visto che tra le entrate tributarie comunaliannovera gli incassi derivanti dal Casinò Municipale che «falsano» la classifica. Al terzo posto si trova Aosta con 1967,83 euro e al quarto posto Bologna con 1.933,02 euro. Condividono la testa della classifica tutti i capoluoghi di provincia lombardi. Al fisco locale si versa molto meno in Sicilia e nelle regioni del Sud. In fondo alla classifica ci sono gli abitanti di Enna, con 604 euro l’anno. Nello studio è stato analizzato il peso sul portafoglio dei cittadini italiani della pressione tributaria locale intesa come rapporto tra la sommatoria delle entrate tributarie versate al Comune, alla Provincia e alla Regione e la popolazione residente. QUESTIONE DI RICCHEZZA – «Il fatto che nelle regioni più ricche il prelievo fiscale sia più elevato è scontato: gran parte dei prelievi sono proporzionati ai guadagni», fa notare Tommaso di Tanno, esperto di diritto tributario e collaboratore di Vincenzo Visco ai tempi del primo governo Prodi. « giusto che i milanesi contribuiscano più degli altri, la città di Milano è il motore dell’Italia», ha commentato ieri il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi. Un aspetto rilevato anche dal sindaco di Milano, Letizia Moratti e dal presidente della Regione, Roberto Formigoni. Che precisa: «Quello che conta è la percentuale di reddito versato al fisco. E la pressione fiscale della Lombardia è una delle più basse d’Italia». SOLIDARIETA’, SENZA ESAGERARE – Regione Lombardia, insieme con Provincia e Comune di Milano, puntano il dito contro la sperequazione di trattamento dei cittadini sul piano fiscale. «I milanesi danno allo Stato quasi 6 miliardi di euro per imposte e tributi, ma a Milano lo Stato rende "solo" 834 milioni euro», lamenta il sindaco Moratti. «Il fondo di solidarietà vive per il 57 per cento grazie ai contributi dei lombardi – sottolinea Formigoni ”. Va bene la solidarietà. Ma essere cornuti e mazziati è un altro discorso». «Bisogna uscire da una logica assistenzialista che esiste in gran parte del Mezzogiorno», rincara Filippo Penati, presidente diessino della Provincia di Milano. TUTTI PER IL FEDERALISMO – «La via d’uscita è il federalismo fiscale», dice Carlo Sangalli, presidente della Camera di commercio di Milano, oltre che leader della Confcommercio nazionale. Un punto su cui i vertici degli enti locali milanesi sono tutti d’accordo. Il presidente della Lombardia insiste anche sulla «necessità di impostare politiche nazionali per ridurre la pressione fiscale ». La Lombardia potrebbe dare il buon esempio eliminando l’addizionale Irpef? «Quello che la nostra regione fa pagare in più sono in tutto 19-20 euro l’anno. In cambio garantiamo la sanità migliore d’Italia. E bilanci sanitari in pareggio da tre anni, oltre a numerosi altri servizi. I cittadini sanno che questo piccolo contributo è giustificato dai servizi offerti». Dal canto suo il Comune di Milano fa notare come l’indagine non tenga conto della riduzione dell’Ici varata quest’anno: dal 5 al 4,7 per mille. «Con il bilancio 2007 non è stata aumentata l’addizionale l’Irpef, così come non è stata aumentata nessuna tassa locale», sottolinea Moratti. ***** Il peso delle imposte. Ecco le dodici città italiane che subiscono la pressione tributaria locale più elevata e le dodici che invece pagano meno tasse (dati in euro). Milano 2.082,23 Venezia 2.068,45 (i dati riferiti alla pressione tributaria comunale di Venezia sono indicati dalle entrate straordinarie derivanti dal Casinò municipale) Aosta 1.967,83 Bologna 1.933,02 Pavia 1.916,63 Mantova 1.862,91 Como 1.857,12 Lecco 1.854,84 Sondrio 1.815,93 Cremona 1.799,74 Pisa 1.775,91 Roma 1.773,65 E quelle che pagano di meno: Enna 604,01 Agrigento 649,89 Caltanissetta 656,82 Messina 716,24 Palermo 720,65 Ragusa 764,96 Siracusa 773,41 Vibo Valentia 786,68 Sassari 794,54 Trapani 824,83 Reggio Calabria 828,27 Catania 835,63 1.434,13 euro La media delle tasse locali pagate da ciascun cittadino italiano Le imposte riscosse da ciascun ente locale: IL COMUNE: Ici, Addizionale Irpef, Rifiuti Urbani LA PROVINCIA: Rc auto, Addizionale sulla bolletta Enel, Imposta di trascrizione LA REGIONE: Irap, Compartecipazione dell’Iva, Addizionale sull’Irpef, Accise della benzina. Rita Querzé