Corriere della Sera 19/08/2007, pag.23 Claudia Voltattorni, 19 agosto 2007
L’ex Lolita dalla carriera pigliatutto: salvata dalla famiglia. Corriere della Sera 19 agosto 2007
L’ex Lolita dalla carriera pigliatutto: salvata dalla famiglia. Corriere della Sera 19 agosto 2007. MILANO – Alla sua età la maggior parte dei ragazzi italiani di oggi deve ancora capire cosa fare nella vita. Lei invece potrebbe perfino puntare alla pensione. E invece a fermarsi Ambra Angiolini (mai più senza cognome) non ci pensa proprio. Anzi. La prossima meta del suo viaggio è il Lido di Venezia. Lì, il 29 agosto aprirà la 64ª Mostra del Cinema. Sarà lei sul palco a dare il via ai festeggiamenti per i 75 anni della Mostra, sarà lei a dare il benvenuto a Zhang Yimou e agli altri membri della giuria. Una scelta, hanno spiegato dal festival, per confermare «la propensione della Mostra a dare spazio a talenti giovani e promettenti che potrebbero affermarsi nel mondo del cinema del futuro». Mica male per una che potrebbe atteggiarsi a «diva» e che invece con la massima semplicità si definisce «una persona normalissima» il cui mondo «gira intorno alla mia famiglia, il nucleo fondante della mia vita». Nastro d’Argento e David di Donatello come miglior attrice non protagonista per Saturno contro di Ozpetek; Ciak d’oro come migliore attrice rivelazione dell’anno; Globo d’oro della stampa estera come miglior esordiente: il 2007 è decisamente l’anno di Ambra Angiolini, ma certo anche i precedenti non scherzano. A scorrere il suo curriculum c’è da chiedersi: c’è qualcosa che Ambra (Angiolini, certo) non abbia fatto? E soprattutto, c’è qualcosa che abbia sbagliato? Poco, molto poco. La ragazza ha cervello, carattere e saggezza da vendere. Negli anni ’90 è stata la Lolita d’Italia con un programmino pomeridiano per ragazzini diventato di culto anche per molti grandi. Lei era in mezzo ad altre cento quindicenni, tutte vestite uguali, tutte sballonzolanti, tutte piagnucolanti, tutte sgomitanti. Ma lei oggi, sedici anni dopo, è sul palco della Mostra del Cinema. Allora Gianni Boncompagni, ancora una volta, ci aveva visto lungo in quella tipetta dall’aria furba. In Non è la Rai solo per la prima edizione (’91-’92) è stata nel gruppo, poi è diventata il volto del programma. Lui le parlava in un auricolare, lei ripeteva al pubblico. Ogni tanto scoppiava a ridere perché lui le faceva battute, «non le capivo», ricorda lei. E così facendo parlavano di cose più o meno serie, una volta le scappò pure «Dio sta con Berlusconi, il diavolo con Occhetto». Poteva essere una meteora come tante altre. E invece è stata pure cantante, il suo T’appartengo ha fatto il giro del mondo, tre dischi di platino, uno d’oro, centinaia di migliaia di copie vendute. Poi il tonfo. La Lolita diventa grande, pensa con la sua testa e lascia Boncompagni, che però ringrazia ancora oggi: «Gli sono grata perché mi ha dato fiducia e se me lo toccano mi offendo più che se dicono che sono scema». Finito Non è la Rai, arrivano programmi ad hoc per lei, tipo Generazione X. Le critiche sono durissime. E massacrare Ambra diventa quasi lo sport nazionale. Inizia un periodo di depressione. Ambra Angiolini sparisce dalla scena. «Mi ha salvato la famiglia – dirà poi ”, la mamma che mi voleva bene prima e mi ha voluto bene dopo ». E infatti, quando torna, l’ex ragazzina è una donna forte e sicura di sé. «Grazie al mio caratterino – ha raccontato ”, ho evitato gli scivoloni e non ho mai barattato la dignità personale: ho trovato la mia strada senza mai chiedere quello che non dovevo chiedere». Riappare a Sanremo Ambra Angiolini, al Dopofestival, e nell’arena di giornalisti e critici si difende molto bene. Da lì in poi non sbaglia davvero più un colpo. Radio, teatro, tv, ancora Sanremo. E adesso il cinema. Dopo Ozpetek, l’ha voluta Cristina Comencini in Bianco eNero . E presto potrebbe arrivare anche la regia, «mi affascina anche il mondo della produzione, dell’organizzazione, chissà, domani divento assistente alla regia, intanto metto da parte esperienze». Ma prima di tutto, sopra a tutto resta sempre la sua famiglia, la sua rete, «il suo nucleo fondante». Lei e il cantante bresciano Francesco Renga s’incontrano, s’innamorano, hanno due bimbi, Iolanda (tre anni) e Leonardo (1). Lei per lui, alla godereccia e solare Roma, preferisce la severa e rigorosa Brescia, «è un bel posto per far crescere i miei figli». Lì, successo dopo successo, tornano ogni volta insieme. E lei finalmente realizza quello che sognava dai tempi di Non è la Rai. Il resto rimane fuori dalla porta di casa. Claudia Voltattorni