Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2007  agosto 17 Venerdì calendario

L’impero tedesco della ”ndrangheta. La Stampa 17 Agosto 2007. ROMA. Gli intonaci e i mattoni del Muro di Berlino erano stati appena abbattuti che gli emissari della «Immobiliare spa» di San Luca di Aspromonte, provincia di Reggio Calabria, erano già in cerca di edifici da comprare nell’incontaminato mercato della ormai ex Ddr

L’impero tedesco della ”ndrangheta. La Stampa 17 Agosto 2007. ROMA. Gli intonaci e i mattoni del Muro di Berlino erano stati appena abbattuti che gli emissari della «Immobiliare spa» di San Luca di Aspromonte, provincia di Reggio Calabria, erano già in cerca di edifici da comprare nell’incontaminato mercato della ormai ex Ddr. Palazzi antichi, di pregio architettonico indiscutibile, finirono così nella disponibilità di quelli che erano nati pastori, che si erano arricchiti con l’«Anonima sequestri» e che, iniziando a muovere i primi passi nel mondo della «polvere bianca», il narcotraffico, già pensavano a come e dove rinvestire i proventi di questi traffici. E nell’ex Ddr si insediarono in città come Duisburg, Lipsia, Erfurt. La presenza della ”ndrangheta nella Germania unificata è sostanzialmente iniziata così, almeno è questo ciò che emerge dalle indagini giudiziarie e di polizia (italiana). Certo, sostengono gli esperti, l’insediamento della «colonia» aspramontana nella Repubblica federale tedesca, probabilmente era iniziata molto prima, già negli Anni Sessanta, con i flussi migratori dei giovani in cerca di lavoro. Di sicuro, sono convinti gli uomini dello Sco della polizia e del Ros dei carabinieri, nella «vecchia» Germania occidentale i primi investimenti - sempre in ristoranti, alberghi, pizzerie e gelaterie - erano stati fatti agli inizi degli Anni ”80 a Monaco, Bochum, Stoccarda. «La penetrazione nell’economia legale, attraverso l’acquisizione di attività commerciali - spiegano gli investigatori italiani - è avvenuta anche col metodo ”cinese” di casa nostra: prima i mafiosi calabresi sono entrati come camerieri di questi esercizi, poi si sono presentati ai titolari con valigie di banconote per rilevarli». Ha fatto scalpore, nel novembre scorso, il rapporto del Bnd (l’intelligence tedesca) sulla presenza pervasiva della ”ndrangheta nella repubblica federale. Gli 007 tedeschi hanno ipotizzato investimenti ndranghetisti anche nella Borsa di Francoforte, con l’acquisto di partecipazioni nel campo dell’energia, in particolare azioni del gigante russo Gazprom. E più in generale, il rapporto del Bnd ha sostenuto che la ”ndrangheta ha messo a profitto 80-90 milioni di euro comprando alberghi, villaggi turistici, ville e case in diversi land orientali (Turingia e Sassonia) e sulle coste baltiche del Meclemburgo. La storia della ”ndrangheta calabrese in Germania è anche una storia di «incomprensioni» non tanto tra investigatori quanto tra «sistemi» giudiziari diversi. Per dirla tutta, spiegano a Roma e a Reggio Calabria, la magistratura tedesca ha sottovalutato gli allarmi e i risultati di un lavoro «comune» delle polizie giudiziarie dei due Paesi, che stava dando i suoi frutti. Per esempio, nel 2001 il Ros dei carabinieri e la Bka (la polizia federale tedesca) misero in piedi un progetto guida - coordinato dal pm di Reggio, Nicola Gratteri - per individuare le presenze patrimoniali e gli investimenti delle cosche di San Luca. E in tre anni questo lavoro ha prodotto una sorta di mappatura delle famiglie ”ndranghetiste che gestivano alberghi, ristoranti, pizzerie. Le famiglie Pelle, Giorgi, Mammoliti, Strangio, Romeo, Giampaolo, tutte di San Luca, avevano la gestione di una quarantina di esercizi commerciali nella ex Ddr, di una trentina nella vecchia Germania federale. Questo lavoro investigativo, però, si è arenato per le difficoltà di tradurlo in provvedimenti giudiziari in Germania. Ora, quel lavoro sarà archiviato per farlo ripartire su basi nuove. La droga rimane l’attività principale della ”ndrangheta, che ha in pratica il monopolio del suo commercio in Europa. Anche in Germania che, insieme all’Olanda, rappresenta la stazione di transito dei container colombiani. Ma nei land della Rft, gli uomini della ”ndrangheta hanno costituito le loro strutture associative: la «locale» (che ricorda il «mandamento» di Cosa nostra), dove convergono almeno sette ”ndrine. Lo raccontano diversi collaboratori di giustizia. Sicuramente proprio a Duisburg ve n’è una. E in Germania trovano ospitalità anche latitanti o chi cerca una «vacanza», per riprendere fiato prima di ritornare nel campo di battaglia, l’Aspromonte, la Locride. GUIDO RUOTOLO