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 2007  agosto 18 Sabato calendario

”NDRANGHETA SPA

La Stampa 18 Agosto 2007. TORINO. Canada, Anni 60. I magistrati seguono la pista del «Siderno group». Tale Mike Racco - spedito a Toronto dal boss di Siderno Antonio Macrì - aveva aperto un’azienda per produrre pane e pasta che andava a gonfie vele perché Racco controllava anche gioco d’azzardo e contrabbando di sigarette. Anni 80, Santa Cruz de la Sierra, Bolivia: si scopre un grosso traffico di cocaina diretta a Reggio Calabria. Affari analoghi in Colombia, Venezuela, Argentina e Brasile. I calabresi hanno sostituito i siciliani, spuntando metà del prezzo pagato da Cosa Nostra. Milano, anni ”90. Le cosche Morabito-Palamara-Bruzzaniti decidono di trasferire all’estero la proprietà di 26 società che gestivano, nel cuore del capoluogo lombardo, alberghi, ristoranti, bar alla moda e garage. Si rivolgono a Enrico Cilio, cognato di Michele Sindona. Della transizione si occupa Eurosuisse Italia, partecipata dalla lussemburghese Eurosuisse holding, il cui nome compare in diverse inchieste legate a Tangentopoli. In 15 giorni quote societarie per 50 miliardi di lire finirono al sicuro, in Svizzera.
Operazioni che rivelano capacità finanziarie notevoli e appoggi importanti. Oggi la ”ndrangheta incassa 22 miliardi l’anno vendendo droga: cifra da grande azienda (basta pensare che i ricavi di Finmeccanica, il gigante dell’industria italiana, sfioreranno i 15 miliardi nel 2008). E fa la differenza quando si tratta di «lavare» quel denaro, reinvestirlo in attività legali. I calabresi arrivano in tutto il mondo seguendo le rotte dell’emigrazione (come in Australia e in Canada) oppure perché ci sono buoni affari in vista (come in Sudamerica, in Turchia ed Albania). Di solito cominciano aprendo una pizzeria, poi le pizzerie diventano due. Qualche mese e spuntano un ristorante, un albergo. Poi cominciano gli acquisti di appartamenti. Fino ai palazzi interi, com’è accaduto in Costa Azzurra, in Francia, e in Costa del Sol, in Spagna. Dell’antica comunità famigliare è rimasta solo la caratteristica più preziosa: la fedeltà. Nessuno tradisce.
«Territori come la Germania sono diventati i forzieri della ”ndrangheta. Le nostre organizzazioni criminali operano, per quanto riguarda l’investimento e il reinvestimento dei profitti illeciti, all’estero». A parlare è il procuratore nazionale aggiunto antimafia, davanti alla Commissione parlamentare antimafia. Un anno fa aveva lanciato l’allarme del Bnd, il servizio segreto tedesco. «La ”ndrangheta calabrese sta investendo denari di provenienza illecita alla Borsa di Francoforte», in varie società quotate. A cominciare dal colosso russo dell’energia, Gazprom, dove siciliani e calabresi avrebbero accumulato fino al 3% del capitale. Sempre sulla palla, sempre pronti a cogliere le occasioni: già nel ”93 i magistrati di Locri avevano individuato un «riciclaggio di dimensioni planetarie» tra Mosca e la Locride. La Russia si preparava ad aprire ai capitali stranieri? I calabresi avevano già pronti i contanti, 2600 miliardi di lire in rubli rastrellati in una banca tedesca. Volevano comperare un’acciaieria e un’industria chimica a Leningrado. Il referente, dicono gli atti, era Salvatore Filippone. Personaggio che «opera sui mercati internazionali di riciclaggio» per conto di varie ”ndrine, spiegava il magistrato Vincenzo Macrì alla Commissione antimafia.
Ma in Germania si parlava di investimenti della ”ndrangheta già dieci anni fa: «Grande Aracri Nicolino ha stabilito nel territorio tedesco una succursale che si occupa di soprattutto di acquisti di ristoranti, pizzerie ed esercizi commerciali». Sei calabresi raccoglievano denaro in arrivo «da Catanzaro, dalla zona della Sibaritide, da Castrovillari e da Rossano per reinvestirli». Passaggio tratto dagli atti della Commissione Antimafia, XIII legislatura, che fa riferimento ad inchieste degli anni ”90. Curiosamente, quando si parla di finanza senza scrupoli, saltano fuori sempre gli stessi nomi.
GIANLUCA PAOLUCCI, MARCO SODANO