Silvana Mazzocchi, la Repubblica 19/8/2007, 19 agosto 2007
«Mantenere un proprio profilo a Hollywood è un lavoro molto più logorante e impegnativo che fare un film, lavoro che viene svolto durante mille cerimonie di premiazione, première e sui magici tappeti rossi che lì conducono
«Mantenere un proprio profilo a Hollywood è un lavoro molto più logorante e impegnativo che fare un film, lavoro che viene svolto durante mille cerimonie di premiazione, première e sui magici tappeti rossi che lì conducono. Tutte queste infinite cerimonie di congratulazioni, insieme alla pubblicità e al’ossessione degli incassi al botteghino, hanno spogliato il cinema di ciò che rimaneva del suo mistero. A Hollywood bastano un paio di settimane per fare conoscenza con chiunque, mentre per perdersi di vista ci vuole un’eternità» (Rupert Everett nella sua autobiografia ”Bucce di banana”).