La Repubblica 20/08/2007, pag.35 ALDO FONTANAROSA, 20 agosto 2007
Lo spot alza la voce sempre di più ignorati i richiami dell´Authority. La Repubblica 20 agosto 2007
Lo spot alza la voce sempre di più ignorati i richiami dell´Authority. La Repubblica 20 agosto 2007. ROMA - Se l´altra notte il televisore del vicino vi ha svegliati, se a investirvi è stato il volume della pubblicità, non è il caso di stupirsi. Tutto funziona come prima: lo spot assordante esisteva negli anni scorsi e continua ad esistere ancora oggi. Gli altolà del ministero delle Comunicazioni nell´agosto 2006 e dell´Autorità per le Comunicazioni (nel luglio e poi nell´ottobre 2006) hanno sortito risultati modesti. Soprattutto dalle parti delle reti private che continuano ad aumentare il sonoro della pubblicità rispetto a quello normale del programma. Tutto come prima, dunque. L´11 luglio, Marcello Fiori, un altissimo dirigente del ministero delle Comunicazioni, lo mette nero su bianco in una lettera all´Autorità per le Comunicazioni. Fiori ha misurato il volume di 90 interruzioni pubblicitarie su Rai Uno, Canale 5 e anche sulla 7. Questo, tra il 16 e il 18 giugno 2007. E le sue conclusioni sono, in un certo senso, sconfortanti. «I dati - scrive Fiori - confermano i risultati delle prime campagne di misurazione. Solo la Rai - aggiunge - ha in certa misura adeguato il segnale sonoro degli spot ai livelli previsti dalla normativa». In una certa misura, non del tutto. Canale 5 poi è messa ancora peggio, mentre La 7 non ha colpe particolari. Che cosa dice la normativa? E fino a che punto viene ignorata? Il 12 luglio 2006, l´Autorità per le Comunicazioni fa un primo passo. Stabilisce che spot e televendite non potranno superare il volume dei programmi. Certo: l´Autorità precisa che il divieto sarà vincolante quando lei stessa avrà definito una metodologia per misurarlo, il volume. L´8 agosto, il ministro Gentiloni chiede regole più stringenti. Il 10 ottobre, allora, l´Autorità vara un provvedimento d´urgenza. In attesa di arrivare a questa benedetta metodologia, stabilisce un tetto di tolleranza massima: il sonoro della pubblicità - dice - non dovrà mai oltrepassare del 15% quello ordinario delle trasmissioni. Insomma, tra luglio e ottobre 2006 prende corpo una precisa volontà del ministro e anche dell´Autorità: basta spot assordanti. Ora nell´ultimo monitoraggio ministeriale (quello di giugno 2007), La 7 sembra immune da colpe, se si escludono un paio di casi limite sui 30 studiati. La Rai viola il tetto di tolleranza in 3 casi sui 30 monitorati. E i tecnici ministeriali giudicano accettabile questo risultato. Più critica è la situazione di Canale 5, che è protagonista di 10 violazioni su 30. Di queste, sei sono gravi (con lo spot al massimo volume) e 4 più lievi. La lunga crociata contro la pubblicità che ti insegue non è finita, dunque. Il 13 settembre, tutte le emittenti televisive sono convocate davanti all´Autorità per le Comunicazioni, che ha aperto uno dei suoi tavoli di confronto. Prima che i lavori terminino, bisognerà aspettare qualche mese. E solo nel 2008 arriveranno una metodologia per misurare il volume e un insieme di regole certe. Sarà davvero la volta buona? ALDO FONTANAROSA