Vari, 18 agosto 2007
DOCUMENTONE SU PUTIN CHE DECIDE DI FAR VOLARE I TUPOLEV IN RICOGNIZIONE. UTILIZZATO PER PUNTATA DEL 18/8/2007 DI GAZZETTA (USCITA IL 19). TUTTO IL MATERIALE è DATATO 18/8/2007
L’uomo che Putin potrebbe far eleggere alla presidenza l’anno prossimo è Ivanov, già ministro della Difesa (Il Foglio). Poi Putin si ricandiderebbe direttamente nel 2012 (Richard Pipes a Maurizio Molinari della Stampa)
"Organizzazione di Cooperazione di Shanghai" creata nel 2001 (pochi giorni prima dell’11 settembre) tra Russia, Cina, Kazakhstan, Kyrgyzstan, Takykystan, Uzbekistan. I sei si sono riuniti a Bishkek. Qui Ahmadinejad ha chiesto che l’Iran, paese osservatore, diventasse membro, «ennesimo tentativo di creare una rete di alleanze regionali in funzione anti-americana» (Francesco Semprini, La Stampa). Sono anche osservatori India, Pakistan, Mongolia.
Putin vuol trasformare quell’alleanza - avente all’inizio fini esclusivamente economici - in qualcosa di diverso, quasi un anti-Nato. «Finora Pechino ha tentato di frenare, ma qualcosa potrebbe convincere la Cina a prestare maggior attenzione alle lusinghe russe: la promessa di ulteriori forniture di idrocarburi dei quali l’economia cinese ha un disperato bisogno. Pechino e Mosca sono altresì d’accordo su una questione di non secondaria importanza: lo strapotere di Washington nello scacchiere mondiale. Per frenare il quale hanno già fatto fronte comune al Consiglio di sicurezza dell’Onu sul nucleare iraniano e nord-coreano. Putin ieri si è affrettato a sottolineare il carattere puramente antiterroristico delle manovre in corso. Ma nei giorni passati il suo capo di Stato maggiore, Iuru Baluevski, ha usato ben altre parole nell’invitare i membri del gruppo di Shanghai a varare «un fronte di difesa comune». L’ipotesi, se dovesse esserci anche il nulla osta di Pechino, non potrebbe non far perdere il sonno ai generali dell’Alleanza atlantica. Si tratterebbe di trovarsi di fronte a nientemeno che quasi la metà della popolazione mondiale. Oltre a due enormi arsenali atomici (o più, nell’improbabile eventualità di un’adesione anche di India e Pakistan) e quattro milioni di soldati, assai più di tutti gli effettivi Nato» (Renato Caprile, la Repubblica).
No, «la maggior parte delle sue navi sono così malridotte che molte non potrebbero nemmeno salpare dai porti del Nord e da quelli della Crimea. E lo stesso si può dire per le forze di terra in materia d’addestramento, armamenti e qualità dei comandi. Come s’è visto chiaramente, del resto, tra il 99 e il 2005, gli anni in cui l’esercito russo è stato più impegnato nella guerra cecena» (Sandro Viola, la Repubblica).
«I giornali russi hanno mostrato recentemente Putin al posto di pilotaggio su un caccia Sukhoj» (Sandro Viola, la Repubblica).
Ahmadinejad, nel suo discorso, ha definito lo scudo americano nell’Europa dell’Est una minaccia per tutta l’Asia. Ahmadinejad parlava stando tra Putin e Hu, fatto molto importante. (Renato Caprile, la Repubblica).
Putin sull’Afghanistan ha chiesto una riunione dell’Ocs per una non meglio precisata «assistenza alla ricostruzione» e un aiuto alla «stabilità». (Renato Caprile, la Repubblica).
Le esercitazioni militari congiunte russo-cinesi si sono svolte nel poligono di Chebarkul (detto anche Chelyabinsk), negli Urali meridionali (Alessandro Giberti, Il Sole 24 Ore). «Putin da anni cerca di proporsi come leader agli antiamericani e ai nuovi "non allineati". Ieri ha insistito che l’associazione di Shanghai ”non è diretta contro nessuno” e che ”la mentalità dei blocchi è stata superata”. Ma Alexej Malashenko, del Centro Carnegie di Mosca, sostiene - come molti altri esperti da entrambi i lati dell’Atlantico - che le manovre militari russo-cinesi alle quali Putin, Hu e i soci dittatori hanno assistito ieri ”sono una rivendicazione a diventare un blocco politico con pretese militari, di orientamento antiamericano”. Le manovre - ufficialmente antiterroristiche, ma con un impiego massiccio di carri armati e bombe - hanno coinvolto truppe cinesi e russe» (Anna Zafesova, La Stampa).
Nel vertice di Bishkek, in Kirghizistan, Putin ha per la prima volta proposto un piano alternativo per l’Afghanistan, «paese che per i membri del Gruppo di Shanghai è un vicino di casa imbarazzante» (Anna Zafesova, La Stampa)
Cina e Russia hanno in comune di «non essere e di non voler diventare democrazie di tipo europeo, e un rancore antioccidentale che mescola vecchie ideologie e la nuova consapevolezza di star diventando il centro del mondo di domani, dove il perno dell’equilibrio si sposta molto più a Est di Varsavia e Bruxelles» (Anna Zafesova, La Stampa).
Alla mezzanotte del 17 agosto 14 bombardieri «hanno ripreso i voli strategici a lungo raggio, su base permanente» che erano stati sospesi nel 1992. Putin: «Nel 1992 la Federazione russa ha unilateralmente posto fine ai voli strategici. Sfortunatamente non tutti i paesi hanno seguito il nostro esempio. I voli strategici degli altri Stati sono continuati, creando una situazione di mancanza di sicurezza per la Russia» (Alessandro Giberti, Il Sole 24 Ore).
Ultime provocazioni di Putin agli usa: a metà luglio l’uscita dal Cfe, il trattato sulla riduzione delle armi convenzionali in Europa. Il 20 luglio un’azione di disturbo di un Tupolev 95 nel braccio di mare tra Gran Bretagna e Norvegia. Una settimana fa un altro Tupolev 95 ha sorvolato la base americana di Guam nel Pacifico. Il generale Pavel Androsov: «Lo abbiamo fatto per scambiare un sorriso» con i piloti dei due caccia Usa che sono decollati per controllare lo spazio aereo statunitense (Alessandro Giberti, Il Sole 24 Ore).
«Già all’inizio del mese, due Tupolev 95 erano arrivati fino alla base Usa di Guam, nel Pacifico. I piloti, secondo le azutorità mlitari russe, avevano scambiato un saluto e un sorriso con i colleghi americani che s’erano levati in volo per inercettarli» (Fabrizio Dragosei, Corriere della Sera).
In tutto, il Cremlino conta 79 velivoli strategici contro le diverse centinaia disponibili ai tempi dell’Urss. Missioni nei cieli dell’Oceano Atlantico, Pacifico e Artico e sopra il Mar Nero (Francesco Semprini, La Stampa)
«Una guerra globale non sembra tanto impossibile ai russi, e perfino i giornali popolari come la Komsomolskaja Pravda dedicano spazi a dibattiti sull’ipotesi di un conflitto Russia-Usa. Esperti militari e civili si esercitano nei pronostici (sostenendo che prima o poi ci sarà lo scontro finale), mentre i lettori si esercitano sul sito del tablodi in giochi del tipo "Distruggi i missili Nato". Più della metà dei russi, secondo un sondaggio recente, considera l’Occidente un nemico che desidera indebolire la Russia» (La Stampa).
«Putin considera la Russia una grande potenza grazie alle ingenti risorse economiche accumulate di recente per via dei proventi delle vendite energetiche, gas e petrolio. Le risorse russe ammontano secondo alcune stime ad almeno 300 miliardi di dollari» (Richard Pipes a Maurizio Molinari della Stampa)
Come spiega il look personale di un presidente che si fa fotografare a torso nudo mentre pesca come in altre pose che ne esaltano la fisicità?
«Putin è basso di statura e vuole apparire un uomo forzuto, fisicamente potente. Ma a volte questo approccio gli gioca dei brutti scherzi. Ricordo una visita ufficiale in Giappone: volle a tutti i costi cimentarsi in alcune mosse di karate, l’arte marziale che preferisce, ma quando si trovò di fronte un adolescente nipponico finì per terra. E la stampa russa non scrisse una riga sulla beffa subita» (Richard Pipes a Maurizio Molinari della Stampa)
« da escludere che mandino in volo bombardieri con le atomiche a bordo».
Perché?
«Perché i russi sono troppo seri per farlo. Saranno voli di ricognizione. I voli di pattuglia dei bombardieri armati, col pieno carico di tonnellate di atomiche a bordo, furono un rituale decisivo negli anni della guerra fredda, un simbolo di quell’atmosfera. Con la fine della guerra fredda si pose fine ai voli con le atomiche a bordo. Ora sono ripresi voli di esercitazione. Non è una nuova guerra fredda. Putin dice solo: ”Rieccoci, siamo di nuovo in scena, vogliamo essere rispettati”. [...] Sono voli di ricognizione per mostrare la bandiera [...] Del resto, tra Mosca e Washington c’è ancora il telefono rosso [...] L’Occidente ha commesso verso la Russia alcune esagerazioni e ora le deve pagare. Tutto l’allargamento della Nato. Abbiamo offerto ai russi solo un Consiglio Nato-Russia. Non una parità di diritti, bensì solo una membership nominale e insignificante. Georgia e Ucraina nella Nato sono per la Russia come la muleta rossa davanti al toro [...] Non mi preoccupa la Russia, mi preoccupano errori di calcolo in Estremo Oriente, l’Iran, il Medio Oriente, il terrorismo» (Michael Stürmer, ex consigliere di Kohl e storico, ad Andrea Tarquini di Repubblica).
Putin e la sua capacità di interdire e di coalizzare. Interdire: esercitare il diritto di veto in Consiglio di Sicurezza per una soluzione equilibrata nel Kosovo «per il timore che un esempio riuscito di autonomia nazionale possa essere usato in Cecenia contro gli interessi post-imperiali russi». Per il potere di coalizione, vedi Gruppo di Shanghai (Andrea Romano, La Stampa).
«Le autorità di Mosca hanno comunicato alla Bbc che da oggi non potrà più trasmettere in Russia» (Fabrizio Dragosei, Corriere della Sera).