Varie, 18 agosto 2007
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Baulieu EtienneEmile
• Strasburgo (Francia) 12 dicembre 1926. Medico • «[...] Nei laboratori dell’“Istituto della longevità e dell’invecchiamento”, fondato da lui e finanziato dal ministero della Ricerca francese, l’uomo che a tre anni rimase orfano di padre cerca di conquistare forse non proprio il segreto dell’immortalità, ma almeno ciò che è scientificamente, realisticamente a portata di mano: una vita lunga (120 anni per chi nasce oggi), e soprattutto vissuta bene, nel pieno delle forze fisiche e mentali. La passione per la vita del professor Baulieu potrà sembrare paradossale a chi lo ricorda per l’invenzione [...] di un’altra pillola: la Ru-486 per l’interruzione chimica della gravidanza. Un farmaco che nonostante i suoi voleri — “quel termine scatena sensi di colpa” — è entrato nell’uso comune come “pillola abortiva”. Diffusa negli Stati Uniti, India, Cina, Sudafrica, in quasi tutta Europa ma non in Italia — “dove il Vaticano esercita una certa influenza” [...] Una pillola per porre fine alla vita, sia pure allo stato embrionale; una pillola, o una serie di farmaci, per allungarla il più possibile. Per Baulieu non c’’è contraddizione. “Si tratta dello stesso sforzo. Nel caso della Ru-486, il mio obiettivo era aiutare le donne a interrompere le gravidanze indesiderate senza traumi, dando ai bambini, una volta nati, le migliori opportunità di vivere degnamente. Ora mi batto per dare piena dignità agli ultimi anni della vita di un uomo. La longevità è la nuova, vera sfida del nostro tempo, il problema più importante dell’umanità: vivere per oltre un secolo va bene, a patto di essere in buone condizioni fisiche e intellettuali”. L’Istituto della longevità, la nuova fondazione “Vivre longtemps” (vivere a lungo) e la società “Mapreg” (farmaci per i traumi del midollo spinale e ictus cerebrali) rilanciano e approfondiscono gli studi sul Dhea, “l’ormone della giovinezza” i cui meccanismi di secrezione sono stati individuati da Baulieu nel 1963, e che intorno al 2000 già scatenò la febbre dell’eterna giovinezza. [...] Orfano di un grande medico alsaziano tra i primi in Europa a combattere il diabete, allevato da una bellissima madre avvocato e insegnante di inglese, partigiano nel 1943 — quando si cambiò il nome da Émile Blum a Étienne Baulieu —, il professore ha subito anni di insulti e minacce, “negli Stati Uniti dovevo andare in giro con le guardie del corpo”, ma non ha dubbi di essere nel giusto. “Riconosco che i miei oppositori sono persone morali, e pensano di fare il bene, anche se si sbagliano. Mi domando però come, in nome di una certa forma di moralità, possano arrivare a fare qualcosa di immorale, cioè rallentare il progresso della scienza e impedire il miglioramento della vita delle persone”. Baulieu crede che le potenzialità della Ru-486 non siano state ancora sfruttate, per esempio per indurre il parto quando è passato il termine dei nove mesi — “l’opposto dell’aborto, come si vede” —, per curare i fibromi evitando l’isterectomia, o guarire alcune forme di cancro. Osteggiato dalla Chiesa e da milioni di cattolici nel mondo, Baulieu ha sempre trovato un buon sostegno nei governi: dal ministro socialista Claude Evin, che nel 1988 contro le proteste di piazza obbligò i laboratori Roussel-Uclaf a produrre la Ru-486, a Bill Clinton che prima di diventare presidente gli scrisse “farò entrare la Ru-486 negli Stati Uniti”, a Nicolas Sarkozy, che sarebbe stato sul punto di offrirgli il ministero della Sanità. Ma il professore, ex comunista, ha scoperto presto che “si influisce di più nella società lavorando nei laboratori piuttosto che al ministero”» (Stefano Montefiori, “Corriere della Sera” 18/8/2007).