Varie, 18 agosto 2007
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Bashmet Yuri
• Rostov (Ucraina) 24 gennaio 1953. Violista • «Col volto ruvido da zingaro e lo sguardo tenebroso, non sembra un musicista ”classico”. In realtà è il massimo violista del mondo [...] giovanotto stagionato ed edonista con voce arrochita dal fumo e chioma fluente da rockettaro [...] già complice musicale di Rostropovich e Richter (’Mi diceva: non mi piacciono gli uomini coi capelli lunghi, ma tu li porti bene”), fondatore nell’86 dei Solisti di Mosca e nel 2002 dell’Orchestra Sinfonica della Nuova Russia [...] ha ampliato più di chiunque il repertorio della musica per viola. Il suo strumento ”è il cuore della famiglia degli strumenti a corde, il capostipite: amato da Bach, Mozart e Paganini” [...] ”Da ragazzo ero fanatico dei Beatles, ma mia madre voleva che studiassi uno strumento ”nobile’ e mi comprò il violino. Se fai pratica, promise, faccio un prestito e ti prendo la chitarra elettrica. Diventai talmente bravo che un amico mi avvertì: tra poco ti toccheranno i Capricci di Paganini e non avrai più tempo per la chitarra. Meglio la viola, c´è meno repertorio. Lo feci e cominciai a vincere tutti i concorsi”. [...] è uno dei pochi musicisti dell’ex Urss che non ha mai lasciato il paese [...] ”La cultura russa contemporanea è vivace, ricca e stimolante. A Mosca insegno nel migliore dei Conservatori, ho le mie due orchestre, organizzo un festival di musica e pittura in dicembre nel museo Puskin e conduco da vent’anni un programma tivù molto popolare, di musica e non solo, dove intervisto gli artisti e suono con loro. Qualche anno fa I Solisti di Mosca, 23 persone, ma con le famiglie si arrivava a 90, vollero trasferirsi in Francia. Mi rifiutai, andarono lo stesso e il gruppo si sciolse. L’ho ricreato scegliendo studenti oggi divenuti musicisti eccelsi [...] Gli italiani eccellono nell’opera, i francesi nel vino e nei profumi... I russi hanno la musica, che esprime il loro senso della tragedia, riflesso anche in letteratura [...] Ho vari programmi cross-over, e ho fatto improvvisazioni con Michel Portal [...] Faccio concerti con un sassofonista jazz russo, Igor Butman, con la sua band, i miei archi e il piano. Si passa dal classico al jazz, anche improvvisando, ma mantenendo delimitati i contesti musicali. Stili e chiavi devono essere chiari: non si può fare swing con Schubert. Quando Gidon Kremer prese a suonare Piazzolla non funzionava, ci ha messo anni a entrare nel feeling del tango. Comunque oggi i termini classico e leggero non valgono più di tanto. Yesterday dei Beatles è un brano classico e la Pavane di Ravel è blues» (Leonetta Bentivoglio, ”la Repubblica” 18/8/2007).