Stefano Montefiori, Corriere della Sera, 17 agosto 2007, 17 agosto 2007
Dopo 11 anni di perizie, sentenze, appelli e picchetti con le mascherine anti-smog davanti al palazzo della Toyota, Junji Nishi, 74 anni, portavoce di oltre 600 asmatici di Tokyo, ha vinto la sua battaglia: sette aziende costruttrici di automobili (Toyota, Nissan e Nissan Diesel, Mazda, Mitsubishi, Isuzu e Hino), risarciranno con 7,4 milioni di euro i 522 cittadini vittime dell’inquinamento che hanno fatto causa e sono ancora vivi (108 intanto sono morti), e verseranno altri 20,4 milioni a un programma di aiuto per tutti gli asmatici di Tokio
Dopo 11 anni di perizie, sentenze, appelli e picchetti con le mascherine anti-smog davanti al palazzo della Toyota, Junji Nishi, 74 anni, portavoce di oltre 600 asmatici di Tokyo, ha vinto la sua battaglia: sette aziende costruttrici di automobili (Toyota, Nissan e Nissan Diesel, Mazda, Mitsubishi, Isuzu e Hino), risarciranno con 7,4 milioni di euro i 522 cittadini vittime dell’inquinamento che hanno fatto causa e sono ancora vivi (108 intanto sono morti), e verseranno altri 20,4 milioni a un programma di aiuto per tutti gli asmatici di Tokio. Il governo giapponese, assieme alla prefettura di Tokio e alla società che gestisce l’autostrada cittadina, nel 2002 era già stato condannato a pagare 100 mila euro ciascuno a sette persone affette da asma che vivevano a meno di 50 metri dalla circonvallazione cittadina.