Giuliano Gallo, Corriere della Sera 15/8/2007, 15 agosto 2007
PORTO ROTONDO
La giacca bianca come John Travolta ne La febbre del sabato sera, i fuochi d’artificio galleggianti fatti venire dalla Cina, la «Pizzeria da Silvio» e la «Gelateria del presidente» aperte a Villa Certosa. Ma anche le rivelazioni (peraltro subito smentite dal fido Bonaiuti) sulla trattativa con i senatori del centrosinistra pronti a mollare Prodi e l’annuncio che sarà in aula a difendersi nel processo Mills. Infine le notizie sulla mamma, che sta meglio ma continua a mangiare solo se è lui ad imboccarla e a fare «l’aeroplanino ». Il Ferragosto del Cavaliere sembra ritagliato da quelli degli anni passati: rutilante, chiassoso, colorato, con qualche piccolo eccesso tanto per stupire un po’. A Porto Rotondo Silvio Berlusconi si è fatto vedere poco, quest’anno. Proprio per via del suo andirivieni con Milano, ad assistere la madre. Ma alla festa del 14 della sua vicina Anna Betz non è voluto mancare. E si è presentato con pantaloni e camicia blu, giacca bianca e colletto della camicia tirato su. Come il mitico Tony Manero di John Travolta, appunto. Più un cordoncino di cuoio al collo al quale era appeso uno smeraldo. Donne prevedibilmente in deliquio, ressa per sederglisi vicino, cellulari a scattare foto per immortalare l’evento. Dicono che la corsa per il posto alla sua destra alla fine l’abbia vinta l’onorevole Mara Carfagna. Con lieve disappunto di Ela Weber e Valeria Marini, peraltro omaggiate con la consueta galanteria dall’ospite d’onore.
Notte di Ferragosto invece a cena a La Certosa, nell’anfiteatro trasformato per l’occasione in ristorante di lusso. Una cinquantina di ospiti, due soli politici: Guido Corsetto e di nuovo Mara Carfagna.
Meglio rappresentato invece il mondo dello spettacolo: Patrizia Pellegrino, la ballerina Angela Melillo, Manuela e Marianna Ferrera (le gemelline del reality «La Fattoria») più le «solite» Valeria Marini ed Ela Weber. Barbara, la figlia che aspetta di partorire da un momento all’altro, è rimasta invece solo per gli aperitivi, poi ha preferito ritirarsi. Da Milano è arrivato anche Emilio Fede, che ieri appariva decisamente provato dall’interminabile party. Perché gli ultimi ospiti hanno lasciato la villa alle sei di mattina, dopo essersi gustati un’ennesima eruzione del finto vulcano (ma stavolta nessuno ha chiamato i pompieri) e le canzoni di Apicella in duetto con il padrone di casa tutto vestito di blu. Cena normale, senza guizzi particolari, ma nessuno era lì per mangiare. Anche perché nel cuore della notte avrebbero aperto i battenti la pizzeria e la gelateria con le maioliche di Vietri e tanto di registratore di cassa.
E dunque c’era in ogni caso la possibilità di sfamarsi. Gli «oh» di meraviglia più sonori li hanno provocati i fuochi e la teca di cristallo piena di farfalle, ultima invenzione del Cavaliere: una grande teca, appunto, con dentro 400 diverse specie di farfalle rare. Quanto ai fuochi, stavolta tutti giurano che erano davvero spettacolari, una cosa mai vista nemmeno a Montecarlo: piccoli paracadute che bruciavano scendendo in mille rivoli di fuoco e scintille colorate galleggianti, che la corrente piano piano portava al largo.
E la politica? L’indiscrezione di una trattativa con alcuni senatori «nemici», riferita da qualcuno presente alla festa. «Sfrenata fantasia», taglia corto Bonaiuti. Mentre il portavoce di Prodi Sircana sceglie di ricorrere al sarcasmo: «Berlusconi si confonde con il calcio mercato ». Infine l’annuncio: «Sto studiando le carte del processo Mills, voglio andare in aula e difendermi da queste accuse infamanti, accuse che non stanno in piedi e che ho già ampiamente smontato ».