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 2007  agosto 16 Giovedì calendario

ASTOR Brooke (Russell) Portsmouth (Stati Uniti) 30 marzo 1902, Briarcliff Manor (Stati Uniti) 13 agosto 2007 • «’Ho avuto una vita meravigliosa”, reciterà l’epitaffio, da lei stessa scritto, sulla sua lapide

ASTOR Brooke (Russell) Portsmouth (Stati Uniti) 30 marzo 1902, Briarcliff Manor (Stati Uniti) 13 agosto 2007 • «’Ho avuto una vita meravigliosa”, reciterà l’epitaffio, da lei stessa scritto, sulla sua lapide. Eppure la vita della miliardaria Brooke Astor [...] non è stata tutta rose e fiori. A soli 16 anni sua madre l’obbligò a sposare il senatore repubblicano Dryden Kuser, più vecchio di lei, dal quale divorziò dieci anni più tardi. ”L’unico grande rimpianto della mia vita”, spiegherà in un’intervista. [...] Con lei se ne va un pezzo di storia newyorchese. Ciò che il New York Times definisce ”l’ultimo ponte con l’età dell’oro delle grandi, esclusive famiglie aristocratiche”. Il cosiddetto ”gruppo delle 400”, allora governato dalla Backhouse Astor, nonna del suo terzo marito, Vincent. ”Sfidando il vecchio ordine sociale, di cui aveva per prima intuito il tracollo – teorizza il Times ”, Brooke aprì le porte ai nuovi ricchi di Wall Street”. Che pagarono così salato il loro ingresso in società da farle esclamare, nel 1980: ”Sono una nouvelle pauvre”. Figlia di un comandante dei Marines stazionato per molti anni in Cina, aveva ereditato il patrimonio – accumulato, tra la fine del ”700 e i primi dell’ 800, con il commercio di pellicce e di proprietà immobiliari – del marito Vincent. Primogenito di John Jacob Astor IV, l’ex uomo più ricco del mondo, naufragato col Titanic. Alla sua morte, nel 1959, Vincent lasciò a Brooke un patrimonio personale di 60 milioni di dollari, più altri 60 milioni in una fondazione destinata ”ad alleviare le sofferenze umane”. Insieme ad una nota: ”Divertiti piccola”. ”Decine di migliaia di newyorchesi sono stati i beneficiari, spesso ignari, delle sue donazioni”, ha detto il sindaco di New York Michael Bloomberg. Ricordando i quasi 200 milioni di dollari da lei elargiti a biblioteche, musei e istituzioni di beneficenza della Grande Mela: un record, per quei tempi. Per anni la Astor si è recata personalmente, sempre elegantissima nella sua Mercedes-Benz guidata dall’autista, a visitare le chiese, scuole e case popolari che intendeva aiutare nei ghetti più poveri ed abbandonati di New York. ”Si trovava ugualmente a proprio agio – scrive ancora il New York Times – nei sontuosi appartamenti sulla Fifth Avenue e nei barrios devastati di East Harlem”. ”Se mi vesto bene per andare Uptown, devo farlo anche per recarmi ad Harlem, se non voglio offenderne gli abitanti – spiegava lei con un sorriso ”. Anche lì la gente s’aspetta di vedere la Signora Astor, ingioiellata, truccata e vestita di tutto punto e non una vecchia stracciona. Non intendo deluderla”. ”I soldi sono come il concime, devono essere sparsi dappertutto”, amava ripetere, citando Dolly Levi in La sensale di Matrimoni di Thornton Wilder, la sua commedia preferita. Ma i suoi ultimi anni sono stati offuscati dallo scandalo culminato [...] con la decisione di un tribunale di revocare la sua tutela al figlio. Accusato di abusi fisici e psicologici come negarle le medicine e la compagnia dei suoi adorati cani Boysie e Girlsie, costringendola a dormire in un appartamento senza riscaldamento, su una vecchia poltrona impregnata d’urina. La vicenda era stata additata da alcuni senatori democratici come il classico esempio di ”abusi contro gli anziani soli ed indifesi”, durante un’udienza al Congresso [...] per tutta la sua vita la Astor fu una repubblicana convinta. Alle elegantissime serate a casa sua tra gli invitati figuravano spesso Nancy e Ronald Reagan, suoi amici intimi. E per decenni fu l’immancabile regina alle più esclusive feste dei Vip repubblicani – ma anche democratici – della città, sempre seduta al posto d’onore, alla destra del padrone di casa» (Alessandra Farkas, ”Corriere della Sera” 15/8/2007).