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 2007  agosto 16 Giovedì calendario

Xirinacs LuisMaria

• Barcellona (Spagna) 6 agosto 1932, Ogassa (Spagna) 11 agosto 2007 • «[...] uno degli intellettuali catalani più discussi, più battaglieri e più tormentati del dopoguerra [...] sacerdote [...] senatore, candidato per tre volte al Nobel per la Pace negli anni ”70, condannato [...] per la sua ”amicizia con l’Eta”, scarcerato per le sue critiche condizioni di salute [...] Sapeva usare il suo corpo come un’arma di pressione, imponendosi interminabili scioperi della fame a sostegno delle cause in cui credeva: la libertà dal regime franchista prima e l’autonomia catalana dopo. [...] fu eletto senatore per la circoscrizione di Barcellona con il più alto numero di voti in Spagna. All’epoca era già uno scrittore celebrato nel paese per il suo passato antifranchista, i suoi arresti e i suoi digiuni di protesta. Sacerdote a 22 anni, fu arrestato una prima volta nel 1971, per la sua opposizione al regime, e sfidò le autorità rifiutandosi in commissariato di parlare altra lingua che il catalano. All’uscita dal carcere, il suo nome fu candidato per tre volte, dal 1975 al 1977, a Stoccolma, per il Nobel per la Pace. La sua resistenza all’inedia era stata spesso messa al servizio della causa indipendentista catalana, ma la sua tenacia è diventata davvero popolare soltanto il 25 dicembre 1975 quando si piantò per un anno e nove mesi consecutivi, dodici ore al giorno, davanti alla prigione Modelo di Barcellona, fino all’approvazione dell’amnistia per tutti i prigionieri politici della dittatura. Nell’80 aveva già abbandonato la politica e istituzionale e, dieci anni più tardi, anche la tonaca: il suo rapporto con la gerarchia ecclesiastica era stato difficile fin dall’inizio quando aveva manifestato, con i suoi primi scioperi della fame, contro i rapporti (in particolare economici) tra lo Stato e la Chiesa. [...] nel 2000 era di nuovo in piazza: un’altra protesta quotidiana, a Barcellona, a sostegno dell’indipendenza catalana. Due anni più tardi, gli ultimi guai: proprio nel primo anniversario dell’11 settembre, Xirinacs si dichiarò ”amico dell’Eta”. Sostenne che anche il terrorismo è una questione di stile e che ”l’Eta avverte sempre quando mette una bomba che può uccidere innocenti”. Nonostante ”quel che costa la dinamite”. stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Processato nel 2004 e condannato a due anni, ha scontato soltanto 24 ore per le sue condizioni di salute. [...]» (Elisabetta Rosaspina, ”Corriere della Sera” 13/8/2007).