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 2007  agosto 16 Giovedì calendario

Ronzani Pierluigi

• Ormelle (Treviso) 11 febbraio 1945. Avvocato • «[...] docente di diritto canonico a Trieste, senatore della Repubblica per la Lega autonomia veneta dal ”92 al ”94, è anche il presidente della Camera di conciliazione arbitrale, la Cassazione dello sport. in questa veste che, come si capisce dalle intercettazioni, parla al telefono con molti esponenti dello sport italiano che intervengono indebitamente sulle decisioni di quello che dovrebbe essere un organo di giustizia autonomo. lui uno dei personaggi chiave della storia nata con il caso Lorbek (giocatore tesserato in sovrannumero da Treviso), che poi è diventata una cartina di tornasole sui rapporti malati tra le istituzioni sportive. Perché è sempre lui che [...] ha detto l’ultima parola su Calciopoli e i suoi protagonisti, squadre e tesserati. A proposito di Calciopoli, Ronzani riceve un sms da quello che è stato considerato uno dei (tanti) amici di Luciano Moggi, tal Giulio Pazzanese: ”Caro Gigi, quando puoi chiamami su questo numero non dal tuo. Giulio Pazzanese”. Ma le cose più divertenti Ronzani, uomo pio che fa parte della Confraternita di San Jacopo di Compostela, le fa appena scopre che la procura di Bologna ha mandato i Nas al Coni a prendere le carte. Dà ordine a una segretaria del suo ufficio di ”cancellare tutte le email spedite o ricevute dall’avvocato Cianci nel 2007”. L’avvocato Cianci è un suo consulente, ma ancora non si sa cosa ci fosse scritto in quelle email. Poi si premura di far cancellare anche quelle che ha scambiato con un giornalista locale (ma in questo caso, si tratterebbe solo di un parere consultivo). Il suo nervosismo sale quando viene convocato dal pm. A questo punto Ronzani chiama anche Cecinelli, l’uomo che aveva accusato di riferire tutto al Coni in tempo reale. Non proprio un alleato, visti i rapporti tesi tra Ronzani e il presidente del Coni. Ronzani all’inizio la mette in ridere: ”Sei pronto a rendere testimonianza su tutto quello che fai e che hai nascosto... Dimmi tu cos’è che sai e che io non so!”. Cecinelli trasecola, poi dice di aver chiesto informazioni sul da farsi (’Tutti mi hanno detto così... risposte telegrafiche”). Le cose non vanno poi così bene, perché Ronzani e Cecinelli cadono in contraddizione più volte, davanti al pm. Così Cecinelli si arrabbia e poi, in una pausa dell’interrogatorio, cerca di concordare una versione con Ronzani che, a quel punto, sa però di essere intercettato:’Vuole sapere chi è che voleva 12 e chi 15 e anche se Bovis ha fatto pressioni”. Allora Ronzani lo interrompe: ”Non ha fatto nessuna pressione”. ”Ma gli hai detto se era a pranzo con noi?”. Risposta: ”Per forza... è la verità”. Una delle tante» (Arianna Ravelli, ”Corriere della Sera” 12/8/2007).