Varie, 16 agosto 2007
RIBOLI
RIBOLI Giuseppe Crema (Cremona) 15 marzo 1959 (verificare). Architetto. Noto soprattutto per le discoteche (per cinque anni consecutivi ”miglior progettista della notte”) • «[...] sono la mia palestra di creatività. Ma non mi piace il degrado che in molti casi hanno raggiunto, e quel classismo discriminatorio m’innervosisce [...] Ci sono i disco-bar: cinquantamila, credo di aver progettato il primo in Italia, vent’anni fa. Poi ci sono i lounge-bar, più soft. Poi i risto- bar, dove si mangia. Poi i disco-risto, dove si cena. Poi i beach-bar, importati dalla Florida e dalla Spagna. Poi le hall degli hotel. Poi i bar dei negozi fashion. Poi i live spaces, dove mangi e ascolti musica dal vivo. Sono tutti locali low-cost, dove non si paga l’ingresso e stanno affossando le discoteche. Poi i lap-dance, in crescita esponenziale: 200 solo sul Garda [...] in Italia abbiamo ancora la più alta concentrazione di discoteche. Cinquemila, contro mille negli Usa o in Inghilterra. Fra tre anni saranno la metà. La notte italiana è un viaggio. Si parte dall’aperitivo, la discoteca è solo l’ultima tappa, dove si arriva già carichi. Dopo, c’è solo il camioncino che vende panini [...] Da quando c’è il divieto di fumo, è cambiata la logica progettuale dei locali. Prima la luce utilizzava la barriera del fumo. Adesso il corpo illuminante diventa elemento scenico. I bar, sedie e tavoli, divani, tessuti assumono risalto e significato, perché improvvisamente visibili. Oggi la logica è vedere ed essere visti, in discoteca come nel ristorante [...] Nella logica asettica del progetto dico provocatoriamente: oggi le discoteche sono arredate anche per il tipo di stupefacenti che si consumano. Gli enormi stanzoni neri per l’ecstasy hanno lasciato il posto ai privée della cocaina, con pista da ballo piccolissima e tanto colore bianco [...]» (Beppe Severgnini, ”Corriere della Sera” 12/8/2007).