Varie, 16 agosto 2007
PIROSO
PIROSO Antonello Como 7 dicembre 1960. Giornalista. Direttore del Tg di La7. Conduttore sulla stessa rete di Niente di personale e Omnibus. Ha collaborato con Prima Comunicazione, Il Foglio, Repubblica, Capital, Panorama. Autore di molti programmi tv (I Cervelloni, Non è la Rai, Domenica in ecc.). Ottimi risultati - di critica e di ascolto - a Omnibus, dove fa discutere alle otto di mattina politici di tutte le tendenze. Equilibrio, pacatezza, fermezza, chiarezza. diventato direttore sull’onda di un consenso unanime • A chi lo ha paragonato a Bruno Vespa, ha risposto: «Quella è roba di serie A. Noi siamo di nicchia» • «[...] Anche se faccio parte del sistema spero di mantenere una posizione critica. Un altro vizio italiano è di baciare la pantofola, l’Italia è un paese che si basa sul principio di cooptazione sia per la classe politica perchè per la classe dirigente se vuoi fare carriere devi infilarti in un branco: la stampa, gli industriali, il Vaticano [...] A forza di non inimicarsi nessuno si finisce per non esprimere mai una posizione autonoma. Se uno deve sempre lisciare il pelo a tutti rischia l’immobilismo che si vede oggi nella politica italiana [...] negli anni scorsi è passato il messaggio che un giornalista avendo opinioni sue le deve dichiarare. Ma questo non mi piace. Il complimento che mi fa più piacere è quando mi dicono che non si capisce da che parte sto, so che per usare un francesismo può sembrare un atteggiamento da paraculo, però lo ritengo un successo professionale [...] Sono orgoglioso di dire che mi prese a bottega Claudio Rinaldi a Panorama nel 1986, lo slogan di Panorama è questo: ”Io ho molti amici, il mio giornale neanche uno”. I miei maestri sono i giornalisti che leggono ancora volentieri oggi come Miriam Mafai, Piero Ostellino e Gianpaolo Pansa, persone che in genere non la mandano a dire [...] La verità è che la televisione è un mezzo infame e impietoso perchè se fingi si vede. La regola è essere sempre sè stessi, poi puoi piacere o non piacere. Il mio successo, se così si può chiamare, viene dal fatto che non sono mai falso. Odio il conformismo: trovo, per esempio, che il tiro a bersaglio su Marzullo è veramente troppo facile, anche se da lui non sono mai andato e non andrò mai [...]”» (Alain Elkann, ”La Stampa” 12/8/2007).