Hugo Dixon, la Repubblica 15/8/2007, 15 agosto 2007
HUGO DIXON
Non è chiaro se a causare il crollo di Ginko Financial sia stato il calo dell´immobiliare, il tracollo dei titoli in portafoglio o la repentina scomparsa della liquidità. Per fortuna questo collasso bancario è avvenuto nel cyberspazio, dove però ingordigia e sconsideratezza finanziaria non sono così diverse rispetto al mondo reale. Ginko infatti esiste soltanto su Second Life, un sito con quasi 9 milioni di utenti che alimentano un´intera economia, in cui la gente lavora e investe in una valuta virtuale: il dollaro Linden. Benché questo mondo irreale fiorisca da anni, le basi della sua prosperità sono risultate fragili. curioso come la sua economia, molto dipendente dal gioco d´azzardo e dall´immobiliare, abbia finito per assomigliare a quella degli Usa. A seguito della recente abolizione del gioco d´azzardo, l´eccesso di progetti ha polverizzato il valore dei costruttori e delle banche finanziatrici. La notizia che un impiegato di Borsa ha sottratto 3 milioni di dollari Linden ha acuito il panico. Non è chiaro se Ginko vada verso la bancarotta o sia solo soggetta a un assalto agli sportelli. Quasi metà dei depositi è stata usata per comprare titoli in società virtuali, molte delle quali poi fallite, mentre la banca pagava ai correntisti il 40% di interessi annui. Alla fine qualcuno ha perso fiducia e chiesto il rimborso. Senza una Fed virtuale pronta ad intervenire, Ginko ha dovuto emettere bond al posto dei contanti. La prima crisi finanziaria di Second Life non insegna nulla al mondo reale: investitori che inseguono alti rendimenti e banche che finanziano speculazioni rischiose usando i loro depositi. Come nella vita reale.
Robert Cyran