Ga. Ja., Corriere della Sera 15/8/2007, 15 agosto 2007
DAL NOSTRO INVIATO
BERLINO – «Il governo taglia le pensioni degli impiegati»: è stata la Bild,
ieri, ad annunciare il nuovo giro di vite sulla previdenza sociale. In un’intervista rilasciata al tabloid della Springer-Verlag, il ministro degli Interni Wolfgang Schäuble (Cdu) ha dichiarato che «anche i funzionari pubblici, i militari e i giudici dovranno accettare limitazioni alle loro pensioni, analogamente a quanto accade nell’assistenza previdenziale privata».
L’asticella si alzerà, dunque, dai 65 ai 67 anni, anche per i dipendenti statali (nei mesi scorsi, il Parlamento tedesco aveva già approvato una legge analoga per le altre categorie lavorative). Un passaggio che si realizzerà in maniera graduale: un mese di lavoro in più all’anno tra il 2012 e il 2024, e poi un rush finale di due mesi all’anno per altri 5 anni. Il traguardo finale sarà così raggiunto entro il 2029. Chi vorrà ritirarsi prima del 67˚ compleanno subirà tagli pari allo 0,3% per ogni mese «sottratto» all’età pensionabile: per chi smetterà di lavorare a 64 anni, ad esempio, la decurtazione sarà del 3,6% e così via, fino a un tetto massimo del 14,4%. Il progetto di legge, ha spiegato Schäuble, «sarà ora messo a punto dal governo, che lo varerà entro l’autunno». Un passaggio «naturale» per la federazione degli statali («I tagli alla previdenza sono sempre stati estesi anche ai funzionari», ha dichiarato il presidente Peter Heesen), uno snodo critico per i sindacati, secondo i quali la riforma si tradurrebbe, in un Paese in cui già oggi pochissimi lavoratori arrivano alla fatidica soglia dei 65, in un taglio secco. Tra il 2001 e il 2006, secondo gli ultimi dati elaborati dalla Deutsche Rentenversicherung, le pensioni dei tedeschi sono già precipitate da una media di 998 a 984 euro mensili (ma le donne, con un aumento di 13 euro, hanno raggiunto quota 509).