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 2007  agosto 15 Mercoledì calendario

MILANO

Estate calda sul fronte degli esuberi bancari. Dopo Intesa Sanpaolo e Unicredito, anche Ubi Banca ha raggiunto un accordo con le organizzazioni sindacali per l’esodo incentivato di 1.700 dipendenti. L’accordo è il frutto di due settimane di serrate trattative tra le parti e consente di superare l’ultimo ostacolo per l’integrazione che – attraverso la fusione di Banca Popolare Commercio & Industria, Popolare di Bergamo, Banco di Brescia e Banca Regionale Europea – ha dato vita al quarto polo bancario italiano. L’intesa, che verrà presentata al consiglio di gestione già convocato per l’11 settembre per l’approvazione della semestrale, servirà a raggiungere gli obiettivi del piano industriale 2007-2010 presentato a giugno.
In dettaglio l’accordo siglato con le organizzazioni sindacali prevede incentivi all’uscita e il ricorso al fondo esuberi su base volontaria per 1.200 dipendenti, di cui 300 derivano da precedenti accordi conclusi nei gruppi di provenienza. A questi verranno garantiti fino a 12 mensilità a titolo d’incentivo più la copertura del 70% della retribuzione lorda per 5 anni. L’ulteriore riduzione di circa 500 unità «sarà ottenuta attraverso la non integrale sostituzione del turnover del personale », si legge nel comunicato della banca.
Oltre ai tag li, l’intesa con i sindacati disciplina la stabilizzazione di 411 dipendenti interinali, il cui contratto verrà trasformato a tempo indeterminato, e scioglie il nodo della Ubi Sistemi e Servizi, la società dove sono state concentrate le attività informatiche del gruppo e che aveva provocato tensioni con i sindacati che temevano la cessione della controllata e il passaggio dei lavoratori (1.650 dipendenti) a un contratto di tipo non bancario. Ubi Banca si è impegnata a non cedere Ubi Sistemi e Servizi per 7 anni e a garantire in una certa misura ai lavoratori di poter rientrare nel gruppo. Sotto il profilo della crescita il gruppo conta di aprire 140-150 nuovi sportelli mentre sotto quello della governance si è impegnato a «non sottoscrivere patti di sindacato di voto e di consultazione che dovessero essere conclusi su Intesa Sanpaolo» verso la quale vanta rapporti diretti e indiretti e condivide due soci rilevanti: la Tassara del finanziere Romain Zaleski e la Mittel.
Considerando solo i maggiori gruppi bancari, con l’accordo di ieri gli esodi volontari nel settore bancario hanno raggiunto quota 13.200 unità dall’inizio del 2007.