Roberto Rizzo, Corriere della Sera 15/8/2007, 15 agosto 2007
MILANO
«Sono single da un anno e per la prima volta nella mia vita non la vivo come una frustrazione. Sono serena perché la mia felicità non è più nelle mani di un uomo», dice Manuela Arcuri in un intervista al settimanale
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Nonostante sia una delle donne più ammirate e corteggiate d’Italia, icona sexy dei nostri tempi, a quanto pare Arcuri, a 30 anni, vive la sua «singletudine» beata e spensierata. C’è da crederle? In effetti, dopo la relazione con Aldo Montano, Manuela non è più stata avvistata con altri uomini. Voci su suoi presunti flirt non mancano, ma lei le rigetta con forza: «Basta che io sia ritratta accanto a un uomo e subito diventa il mio fidanzato ». Come si dice, si è tirata fuori dal mercato. Fino a un certo punto, però. Perché l’attrice, nonostante per tutta l’intervista ribadisca il concetto di «serenità» legato alla sua solitudine, alla fine ammette: «Continuo a sperare l’incontro fatale, ma senza accanimento o sofferenza ». Viene da dire, tutte uguali le donne. Bella l’indipendenza, evviva l’emancipazione ma, prima o poi, il tic-toc del famoso orologio biologico si fa sentire sempre più forte. Dunque, la domanda è: per le signore, c’è un tempo massimo di vita da single oltre il quale la ricerca di un compagno, per esigenze fisiche, psichiche o sociali diventa una necessità?
«Dipende dalla storia e dal carattere delle persone», risponde Chiara Simonelli, docente di Psicologia e psicopatologia del comportamento sessuale all’università La Sapienza di Roma. «Ci sono donne che si sentono menomate nella loro femminilità senza un compagno accanto. Un mese, un anno, di più, non si può stabilire un limite temporale. L’unico limite è il momento in cui si diventa disillusi, ci si chiude in se stessi. Conta anche l’ambiente. Una donna che abita in città vive più facilmente la sua condizione di single, per scelta o per necessità, rispetto a chi è in un piccolo paese».
Un’altra attrice, Claudia Pandolfi, guarda con ammirazione alle donne capaci di rimanere sole: «Tutte noi abbiamo bisogno di un uomo, solo le grandi donne si liberano di questo problema». Lei, senza un compagno, non potrebbe stare. Protagonista di un divorzio record quando, dopo soli 75 giorni di matrimonio lasciò Massimiliano Virgili per l’allora vj di Mtv Andrea Pezzi, ammette: «Dal primo fidanzato in poi, sono sempre stata in coppia, anche a costo di intraprendere relazioni sbagliate. Avere un compagno, nel mio caso, serve da conferma alla mia femminilità». Mai single, neanche per un giorno? «L’unica volta che ho passato un breve periodo da sola, ho incontrato l’uomo della mia vita (il cantante Roberto Angelini,
ndr) dal quale ho avuto un figlio ».
Se Manuela Arcuri festeggia il primo anno di solitudine affettiva, l’avvocato Giulia Bongiorno, penalista di fama, è invece single quasi da sempre. «Non sono sola per scelta ma per il ruolo che ha la donna in Italia». Scusi? «Nel nostro Paese non è accettato che una donna sia super impegnata nel lavoro come nel mio caso. Io lavoro sabato, domenica, a Natale...in questi anni ho avuto delle storie, tutte naufragate nel giro di un paio di settimane per la mia mancanza di tempo libero». Ne soffre? «Desidererei avere dei figli ma con il passare del tempo ci si innamora del proprio essere single. Dentro di me è scattato un meccanismo che mi porta a pensare con terrore all’idea di tornare a casa la sera e trovare un uomo nel mio appartamento».
Melissa Panarello, l’autrice del best-seller erotico «100 colpi di spazzola prima di andare a dormire» sostiene convinta la coppia e che una donna non deve rimanere sola: «L’essere single è una condizione dalla quale una donna deve liberarsi al più presto». Perché? «E’ fonte di stress. Vedo mia madre. Per esempio, sul lavoro, il capoufficio, i colleghi si sentono in dovere di provarci con una donna sola. E poi, ci sono le pressioni della famiglia, l’orologio biologico...». Tic-toc, sempre più forte. Anche per Manuela Arcuri?