Paola Ciccioli, Panorama 16/8/2007, 16 agosto 2007
Dopo aver introdotto in Italia il concetto di mobbing, lo studioso svizzero Harald Hege ha proposto per il diritto e la psicologia del lavoro un altro termine inglese, lo straining (dal verbo to strain, tendere, sforzare, strappare, ma figurativamente anche stressare), che indica «una situazione di stress forzato sul posto di lavoro, in cui la vittima subisce almeno una azione che ha come conseguenza un effetto negativo nell’ambiente lavorativo» (da una sentenza del giudice Monica Bertoncini del tribunale di Bergamo, la prima in Italia ad avere condannato per straining un’azienda, il 21 aprile 2005)
Dopo aver introdotto in Italia il concetto di mobbing, lo studioso svizzero Harald Hege ha proposto per il diritto e la psicologia del lavoro un altro termine inglese, lo straining (dal verbo to strain, tendere, sforzare, strappare, ma figurativamente anche stressare), che indica «una situazione di stress forzato sul posto di lavoro, in cui la vittima subisce almeno una azione che ha come conseguenza un effetto negativo nell’ambiente lavorativo» (da una sentenza del giudice Monica Bertoncini del tribunale di Bergamo, la prima in Italia ad avere condannato per straining un’azienda, il 21 aprile 2005). Secondo Hege, lo straining riguarda almeno 900 mila lavoratori.