Rocco Cotroneo, Corriere della Sera 14/8/2007, pagina 14., 14 agosto 2007
La sartoria D’Adriany, a Santiago del Cile, è stata incaricata dal figlio di Pinochet di vendere una partita di abiti appartenuti al dittatore, scomparso lo scorso dicembre a 91 anni
La sartoria D’Adriany, a Santiago del Cile, è stata incaricata dal figlio di Pinochet di vendere una partita di abiti appartenuti al dittatore, scomparso lo scorso dicembre a 91 anni. Si tratta di 20 capi, tra giacche e completi, di taglia 52 e 54. Unica raccomandazione fatta al negoziante: accettare come compratori soltanto clienti selezionati e di provata fede pinochettista. Il pezzo forte della collezione sarebbe un vestito azzurro al quale il generale teneva in particolar modo. I capi più economici costano il corrispettivo di 1.450 euro. Interpellato dal giornale cileno La Tercera, Augusto Pinochet Hiriart (questo è il nome del figlio) ha precisato di non aver trafugato gli abiti dall’armadio del defunto, ma di averli ricevuti dal padre quando era ancora in vita «perché portavamo la stessa taglia»: «Sono vestiti di tutti i giorni, completi e giacche vecchie che mio padre mi aveva regalato anni fa. Non hanno alcuna importanza storica. Non ci sono uniformi militari, nulla che rimandi a occasioni emblematiche o speciali. Avevo solo bisogno di liberare il mio armadio». Il dittatore cileno era noto per la cura manicale dell’aspetto e dell’abbigliamento. Dopo aver inventato per sé un grado dell’esercito che non era mai esistito (quello di "capitan general"), aveva anche deciso di usare un cappello militare di 5 centimetri più alto per svettare su tutti gli altri militari. Era inoltre cliente assiduo dei migliori sarti di Santiago e di Londra dove, poco prima di essere arrestato, aveva comprato dei tessuti: si stima che nel suo guardaroba ci fossero almeno 200 completi.