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 2007  agosto 14 Martedì calendario

DAL NOSTRO INVIATO

PINEROLO (Torino) – C’è tanto da imparare per uno che non è mai stato ad un rave party. E cominciare con il grande festival della musica tecno a Pinerolo, il «Tecnival» di Ferragosto, è come buttarsi dal trampolino senza saper nuotare. Per gli adoratori del punf-punf sparato a 120 decibel da casse alte cinque metri è la meglio delle feste dell’anno. La più grande, dove la tribù conquista un territorio e per 5 giorni tiene fuori il resto del mondo, quello che non balla, non si riempie di piercing e sostanze varie. In breve, non si sa divertire. Lo scopo di un rave party è sfogarsi, far baldoria. Il modo per raggiungere lo scopo dipende dalla generazione in cui hanno avuto la ventura di nascere. C’è stato a chi è toccato il minuetto e a chi i Beatles. Oggi l’offerta è più varia, il popolo dei rave party, si è scelto il rimbombo di batterie elettroniche amplificato a palla.
Che Guevara è morto, ma qui anche Briatore non si sente tanto bene. Sono una minoranza e sanno di esserlo, anzi ne fanno un punto d’orgoglio contro la massificazione dalla tv. Telecamere e giornalisti sono nemici, non complici nel tentativo di apparire. Come tutti, vogliono essere «diversi». Se il Financial Times fosse venuto ieri nel vecchio galoppatoio militare di Baudenasca, appena fuori Pinerolo, avrebbe visto un’Italia diversa da quella delle «veline». Neppure un seno nudo. Splendide ventenni con le treccine rasta sporche dal campeggio improvvisato, con pantaloni larghi tre volte loro e scarpe da ginnastica sformate ai piedi. Tutto possibilmente nero. Indiani metropolitani con i cani al seguito, post punk, vagabondi di un’estate e spostati di una vita. Molti sono precari, alcuni invece con il posto fisso e la laurea. Un popolo vagamente pacifista, anti-istituzionale, soprattutto chiuso in se stesso, comunque una frazione dei «giovani d’oggi »: a Pinerolo stanno facendo il loro record annuale con forse 30mila persone, anche se il colonnello Crescenzio Nardone dei Carabinieri di Torino parla di 12mila. «Altri conti saranno viziati da quel che si respira attraversando il campo» assicura lui che ha già arrestato 9 ragazzi per droga.
«Roba da drogati». Il rock and roll era la musica ribelle, «roba da drogati». Oggi che i «drogati» di allora hanno fatto carriera, il rock è materia di convegni e saggi in quadricromia. Sul futuro di critica della tecno e della sua ripetitiva monotonia (punf-punf-punf-punf) sono in tanti ad avere dei dubbi. Ma a chiederlo agli adoratori di Pinerolo, in quel ritmo che cresce con il battito cardiaco c’è tutt’un’arte. Una generazione non può giudicare i gusti di un’altra. Loro si divertono ballando appiccicati alle casse, come fossero totem da adorare, senza guardarsi in faccia in un dialogo privato con l’amplificatore. L’impatto delle onde sonore sul petto, la scatola cranica, basterebbe a stordire un bisonte sano. Eppure a molti non basta. Per uno che beve succo di frutta, dieci mischiano alcol e tabacco a tutto quanto c’è d’illegale. Il risultato sono camminate oscillanti, discorsi incoerenti, occhi persi, mani che tremano, saliva che non c’è più. Difficile immaginare che saranno la classe dirigente di domani. Eppure c’è chi spiega che «oggi faccio l’albero di Natale, con tutti i piercing in faccia, ma quando lavoro li tolgo così non spavento i vecchietti».
Per «divertirsi» ai rave party devi saper che fare. Non ci si può stordire così, a caso.
Lo spiega Pamela, appollaiata sul camper comprato con i soldi della borsa di studio per l’università. Lei che peserà sì e no 40 chili, ha 23 anni e ne dimostra 30 per ciò che sembra essersi fatta «in gioventù ». «L’eroina sta tornando alla grande, però non è la droga giusta per un rave party. Meglio i vari tipi di ecstasy, la vecchia lsd e la nuova ketamina, la coca no che è da fighetti».
No rave, no party. «Non siamo criminali spiega Pamela - , la verità è che si drogano tutti, anche in Parlamento e nelle discoteche alla moda. Solo che qui è meglio, nessuno si schianta con l’Audi alle 5 del mattino. Ai rave party puoi smaltire quello che prendi, senza far male a nessuno». Sul vetro di un’auto poco lontana una mano caritatevole ha scritto: «Attenzione alla ragazza che dorme sotto le ruote posteriori». Accasciata.
L’invasione abusiva dei festaioli è scattata venerdì notte, 400 tra auto, camper e furgoni da Italia, Francia, Belgio, Germania, Olanda hanno preso d’assalto il bosco di Baudenasca. I cartelli di «zona militare, divieto d’accesso» sono serviti come base per la grigliata. Nella caserma Nizza Cavalleria, lì a due passi, hanno solo raddoppiato la guardia. La massa iniziale ha aperto la strada per gli altri. «E’ vero, ci hanno preso di sorpresa - spiega il sindaco di Pinerolo, Paolo Covato, Margherita -. E ora? Mica possiamo scatenare una guerra civile per cacciarli. Abbiamo scelto di dimostrare civiltà dando loro gabinetti chimici, acqua e assistenza medica con un’ambulanza e un ambulatorio mobile dell’associazione alpini. Ma quando se ne andranno, il 16 o il 17 agosto prendo la penna e scrivo al ministro. Con il massimo rispetto istituzionale, sommessamente, ma devo proprio dirlo: queste cose non devono più succedere».
TATUATI
In coppia al rave di Pinerolo