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 2007  agosto 14 Martedì calendario

HUGO DIXON

Gli azionisti di Abn Amro sono avviliti: nonostante abbia due corteggiatori (Barclays e il consorzio guidato da Rbs) venerdì per un po´ il titolo della banca olandese è sceso sotto l´offerta di entrambi. Il motivo in parte è tecnico: alcuni fondi specializzati in arbitraggi vendono azioni per reintegrare le garanzie dei depositi titoli, e quelle di Abn, liquide e con quotazioni che fanno realizzare buoni guadagni, sono tra le prime a essere cedute. Tuttavia c´è chi comincia a sospettare l´incongruità di pagare un alto sovrapprezzo per una banca di secondo rango. Il calo della quotazione rende la parte in contanti dell´offerta (66 miliardi e 25 miliardi di euro rispettivamente del consorzio e di Barclays) più generosa per Abn e difficile da giustificare per gli acquirenti. I 71 miliardi del consorzio sembrano particolarmente azzardati, perché la metà dovrà essere presa in prestito, almeno all´inizio, e fino a un accordo sulla spartizione parte del patrimonio di Abn resterà congelato. Per una banca di medie dimensioni come Fortis, infine, il momento non è propizio a un aumento di capitale da 13 miliardi, anche se fosse tutto sottoscritto da Merrill Lynch. Anche in tempi meno ostici un organo di vigilanza cauto esiterebbe prima di autorizzare un´offerta con tante insidie. Ciò spiega in parte il fatto che venerdì il titolo Abn abbia chiuso il 13% sotto il valore corrente della proposta del consorzio. Molto meno rischiosa l´offerta di Barclays, una semplice fusione che non indebolirebbe gli stati patrimoniali delle due banche perché la parte in contanti è già stata finanziata da nuovi investitori. Ma se la tempesta sui mercati s´intensificasse, anche Barclays potrebbe trovare un motivo per offrire di meno, o addirittura per squagliarsela.
Mike Verdin