A.M. Ca., Il Sole-24 Ore 13/8/2007, 13 agosto 2007
Il record della cause di valore economico minimo approdate in Cassazione spetta a una controversia in cui erano in ballo 4 lire (2 millesimi di euro)
Il record della cause di valore economico minimo approdate in Cassazione spetta a una controversia in cui erano in ballo 4 lire (2 millesimi di euro). Due soggetti si contendevano l’assegnazione di un immobile nelle mani del giudice fallimentare. Dopo l’aggiudicazione provvisoria all’offerente che aveva proposto 55 milioni di lire, il giudice delegato - preso atto di un’altra offerta di 64 milioni 166 mila 666 lire, in aumento di un sesto rispetto alla precedente - riapriva la gara. L’aggiudicatario provvisorio, vistosi sfuggire di mano l’affare, dopo due conti scopriva che la cifra proposta non era pari all’aumento di un sesto su 55 milioni, ma ”solo” su 54.999.996 lire, 4 lire in meno. Di qui il ricorso in Cassazione e la sentenza, la numero 5367/99, con cui la Suprema corte lo respingeva ritenendo legittima l’offerta in aumento arrotondata di 6 centesimi di lire. Gli importi inferiori all’unità minima di pagamento, infatti, hanno significato solo quando, dopo il computo, il risultato differisce per una cifra superiore all’unità stessa. La lira, appunto, che non aveva centesimi.