La Stampa 13/8/2007, 13 agosto 2007
Secondo i dati più recenti disponibili (fine 2006) in tutto il mondo la massa di titoli derivati in circolazione assomma a una cifra astronomica compresa fra i 385 mila e i 400 mila miliardi di dollari, pari a più di dieci volte il prodotto lordo mondiale, che è di 38 mila miliardi di dollari
Secondo i dati più recenti disponibili (fine 2006) in tutto il mondo la massa di titoli derivati in circolazione assomma a una cifra astronomica compresa fra i 385 mila e i 400 mila miliardi di dollari, pari a più di dieci volte il prodotto lordo mondiale, che è di 38 mila miliardi di dollari. Una nota dell’associazione di consumatori Adusbef dice che «i Paesi più esposti sono gli Stati Uniti e la Svizzera, mentre le banche italiane, con una massa di 6.400 miliardi di euro, sembrano le più virtuose». Secondo il presidente dell’Adusbef, Elio Lannutti, «questa crisi potrebbe essere peggiore di quella del 1929 perché le banche centrali compiacenti hanno lasciato crescere la massa monetaria ”virtuale”, moltiplicata dall’effetto leva degli strumenti derivati, a livelli mai raggiunti prima».