Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2007  agosto 13 Lunedì calendario

Secondo i dati più recenti disponibili (fine 2006) in tutto il mondo la massa di titoli derivati in circolazione assomma a una cifra astronomica compresa fra i 385 mila e i 400 mila miliardi di dollari, pari a più di dieci volte il prodotto lordo mondiale, che è di 38 mila miliardi di dollari

Secondo i dati più recenti disponibili (fine 2006) in tutto il mondo la massa di titoli derivati in circolazione assomma a una cifra astronomica compresa fra i 385 mila e i 400 mila miliardi di dollari, pari a più di dieci volte il prodotto lordo mondiale, che è di 38 mila miliardi di dollari. Una nota dell’associazione di consumatori Adusbef dice che «i Paesi più esposti sono gli Stati Uniti e la Svizzera, mentre le banche italiane, con una massa di 6.400 miliardi di euro, sembrano le più virtuose». Secondo il presidente dell’Adusbef, Elio Lannutti, «questa crisi potrebbe essere peggiore di quella del 1929 perché le banche centrali compiacenti hanno lasciato crescere la massa monetaria ”virtuale”, moltiplicata dall’effetto leva degli strumenti derivati, a livelli mai raggiunti prima».