Massimo Arcidiacono La Gazzetta dello Sport 13/8/2007, 13 agosto 2007
MASSIMO ARCIDIACONO
Sono stati giorni un po’ affollati questi per Roberto Regnoli, 59 anni, medico ortopedico di Termoli (Campobasso). Le mattine le ha passate in ospedale a rimettere a posto braccia e gambe rotte («Non potete immaginare quanta gente si fa male in vacanza»), le sere a organizzare la mostra Messaggi dal mare, che si chiude oggi al Castello Svevo della sua città. Regnoli è stravolto, ma soprattutto confessa di sentirsi travolto: l’hobby che tre anni fa ha iniziato a coltivare per puro caso, ha finito per riempirgli le giornate. Cosa comprensibile: di ortopedici è pieno il mondo, ma di gente che raccoglie messaggi in bottiglia quanti ne conoscete?
DAGO E PIERO Il dottor Regnoli, infatti, va in giro per le spiagge del Molise, giù fin quasi al Gargano e scova bottiglie e bottigliette varie che racchiudono piccoli e grandi segreti. Così facendo ha messo insieme una collezione di 85 messaggi, attirando su di sé persino l’attenzione della Bbc. «Tutto inizia con Dago – dice lo strano collezionista – il mio cane pastore del Caucaso: 60 chili, 80 centimetri d’altezza, grande bisogno di spazi liberi. Cominciai a fare lunghe passeggiate sul litorale e un giorno trovai il primo messaggio in bottiglia, poi un altro e un altro ancora». A Roberto e a Dago si aggiunse Piero e poi, grazie a un amico informatico, nacque un sito dove oggi i messaggi sono scrupolosamente catalogati. «Il più bello, a mio parere, è il numero 13, inviato da un hotel di Tortoreto Lido: un ragazzo dà l’addio a una donna». E poi un amore gay tedesco, una bimba in crociera, due fidanzati di Amsterdam... Sabato alla mostra è stata aperta la bottiglia n˚84.Il messaggio è in croato: si cerca traduttore, please. Ieri è toccato all’ 85˚ inviato da due sposini 15 giorni fa. Il segreto di così tanti ritrovamenti? «Chi cerca, trova. Frugo tra i rifiuti portati dal mare, cammino anche dieci chilometri al giorno e poi, le correnti favorevoli di questa zona di Adriatico. Soprattutto: ho sempre cercato di non uccidere il Peter Pan che è in me». , forse, la stessa ragione che ha spinto così tanta gente a visitare la mostra di Termoli. In cerca dell’isola che non c’è.
ORTOPEDICO Roberto Regnoli a caccia di messaggi SUCCO DI FRUTTA Il messaggio numero 14