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 2007  agosto 12 Domenica calendario

Mamma, giuro che io in Italia non ci torno più. Non sono un evasore». Patrizia Balducci, madre di Loris Capirossi, quasi non voleva credere alle sue orecchie

Mamma, giuro che io in Italia non ci torno più. Non sono un evasore». Patrizia Balducci, madre di Loris Capirossi, quasi non voleva credere alle sue orecchie. Il campione imolese, al telefono, era amareggiato, un filo di voce, poca voglia di parlare. Neppure con lei. Patrizia, una frase forte così, non l’aveva ancora sentita da suo figlio: «Di sicuro. Magari gli è uscita dalla bocca così. Forse ci ripensa. Certo che dopo aver visto e sentito tutto quello che si diceva e si scriveva su di lui e su Valentino...». Però è preoccupata eccome: «Perchè io Loris lo conosco e quando prende una decisione, poi è difficile che ci ripensi. E questa volta mi è sembrato determinato». Inutile il tentativo di replica: «Ho fatto scena muta, non mi è venuto niente in mente. L’ho sentito provato, stanco. Anche perché lui è uno dei pochi che può dire veramente al mondo di vivere la sua vita a Montecarlo. Ma non c’è nessuno, pare, che lo stia a sentire». Facile, per una mamma, in questi momenti difendere il proprio figliolo: «Va bene, sono una mamma e difenderò sempre e strenuamente le scelte di mio figlio. Ma da tanto tempo ormai continua a chiedermi cosa ancora deve fare Loris per dimostrare di non vivere in Italia. Risiede a Montecarlo, si è sposato a Montecarlo, ha fatto un figlio, Riccardo, che è nato a Montecarlo all’ospedale Principessa Grace che abbiamo battezzato domenica. Una cerimonia semplice: io la madrina, lo zio di Ingrid (la moglie di Loris, ndr) il padrino. Pochi intimi al mattino, nella chiesa poco distante da casa. Canti in francese e funzione celebrata dal parroco in italiano. Poi tutti a pranzo al ristorante nelle vicinanze e festa continuata a casa. Tutto lì». Loris in Italia non ci mette piede da un bel po’: «L’ultima volta, è stato per il Gp del Mugello. A gara finita è venuto a casa mia, con Ingrid e il piccolo, ha passato la notte qui e il giorno dopo sono ripartiti subito per Montecarlo. Due giorni e via. Mordi e fuggi». In questi giorni la sua casa è presa di mira dalle troupe televisive «C’è sempre un giornalista di Sky Tv che gira da queste parti - dice Patrizia - Ieri è andato a chiedere per tutto il paese se hanno visto in giro Capirossi. La risposta era sempre la stessa: non lo vediamo mai». Patrizia si sente una nonna perennemente in viaggio: «Tutti i martedì che precedono i Gp lascio Borgo Rivola e vado a Montecarlo. Mi aspetta una settimana di pappe e pannolini. Quando loro tornano, io riparto». Il fisco, però, ha una particolarità: non guarda in faccia nessuno. E Le cifre contestate a Loris non sono alte come quelle contestate a Rossi, ma non scherzano. Possibile che abbiano preso un abbaglio all’Ufficio delle Entrate? «A volte me lo chiedo. Soprattutto perchè so io quanto mi è costato far correre Loris, assecondarlo nella sua passione. Tutti dicevano che aveva un grande talento, che sarebbe diventato un campione e che cosa dovevamo fare io e Giordano, mio marito? ”Proviamo”, abbiamo detto: e ci siamo messi addosso un sacco di debiti». Anni duri, anni bui. «Abbiamo ipotecato la casa dove viviamo ancora oggi. Era il 1987, ci dettero 80 milioni - continua Patrizia -. Io lavoravo alla Coopertiva Cir-Anthos di Imola, una società che produceva gabinetti dentistici, mio marito invece faceva il montatore di cabine della luce. Non nuotavamo nell’oro. Che tempi: Giordano lo seguiva in camper, io prendevo le ferie e li raggiungevo. In Spagna, nel 1989, mi ricordo che a Loris diedi 100 mila lire dicendogli di farsele bastare per le prossime tre gare. Mi portò anche il resto». Le cose, però cominciano a cambiare: Loris è davvero un campione, vince gare e titoli mondiali e comincia a guadagnare: «Per noi fu già un sollievo quando, invece di costruire altri debiti, con quello che vinceva riuscivamo a pagare l’ipoteca della casa». Ma la vita di Capirossi va di pari passo con le richieste del fisco: «Quasi una persecuzione. E non ho mai capito perchè. - dice Patrizia -. Quello che mi dispiace è che tutto è finito sui giornali. Questi sono ragazzi che rischiano la vita a 300 all’ora quasi tutte le domeniche. E quando parlo di ragazzi, penso anche a Valentino. Pensi che quando è venuta fuori la notizia di Rossi, la prima cosa che ho detto a Graziano è stato: poverino, perchè provare a distruggerlo così? Ripeto: sono ragazzi che vanno in pista a velocità pazzesche, che fanno un mestiere dove la mente deve restare libera da qualsiasi problema perchè il rischio è alto. Volete contestare loro gli addebiti? Fatelo, per carità, ma con un minimo di tatto. Certe notizie, mi creda, dovrebbero restare segrete e invece...». Patrizia non sa come andrà a finire la faccendo: «Non lo so e non ci voglio pensare. Non ho parole. Non so più che cosa sta succedendo in Italia. So solo che Loris e Valentino sono accumunati dallo stesso destino. Provo per lui lo stesso dispiacere che provo per mio figlio. Mi auguro tantissimo che trovi qualcuno che gli stia vicino. Non sta attraversando neppure lui un buon momento». In questo Loris è sicuramente più fortunato del dottore: «Su questo non ho dubbi - conclude Patrizia - Lui ha sua moglie Ingrid, che non gli fa mancare in nessun modo il suo affetto. E poi c’è Riccardo, che da solo riempie di gioia la casa ed è una festa vederlo crescere, anche se di tempo a casa Loris, con la vita che fa, ne passa davvero poco. E poi ci siamo noi, io, Giordano, i genitori di Ingrid che appena possono scappano da Trieste, vanno a Montecarlo pure loro». Non è poco.