La Stampa 12/8/2007, 12 agosto 2007
La capitale britannica, si sa, è una delle mete preferite per gli esiliati facoltosi. Dagli oligarchi russi agli ex-ditattori africani, Londra è un posto ideale per reinventarsi una vita, a patto che si abbia qualche euro da parte
La capitale britannica, si sa, è una delle mete preferite per gli esiliati facoltosi. Dagli oligarchi russi agli ex-ditattori africani, Londra è un posto ideale per reinventarsi una vita, a patto che si abbia qualche euro da parte. Da più di un anno, nei ranghi degli "ex-pat" londinesi figura anche Antonio Giraudo. L’ex-amministratore delegato della Juventus sembrava sparito dopo Calciopoli. E tutt’ora è fra i pochi a non avere aperto bocca. A differenza di altri protagonisti - da Franco Carraro a Paolo Bergamo, a Leonardo Meani, per non parlare di Luciano Moggi - Giraudo non ha finora sfruttato la decorrenza dei termini dell’opinione pubblica per raccontare la sua verità sugli eventi che hanno terremotato il calcio italiano. E forse rientra nello stile dell’individuo. Uno che sceglie con cura il momento giusto per aprire bocca. E forse uno che ha capito bene che, oggi come oggi, parlare di Calciopoli e anche solo di Juventus e calcio italiano non gli conviene. Meglio pensare al presente, che è tutto londinese. Trasferitosi nella capitale con la famiglia, Giraudo tiene comunque un profilo relativamente basso. A volte lo si incrocia per le vie di South Kensington, c’e’ chi lo ha visto alla palestra Kyx, meta della bella gente. Ma per il resto, poco o niente, almeno per quanto riguarda i giri tra la comunità italiana. Piuttosto, a quanto pare, Giraudo si dedica alla gestione del proprio patrimonio e, negli ultimi mesi, svolge attività immobiliare. Ma tutto "low key", senza presenzialismo, senza volere dare nell’occhio. E forse anche per questo motivo sorprende la notizia che lo vorrebbe partner di Flavio Briatore nell’acquisto del Queen’s Park Rangers, traballante club della serie B inglese. Il presidente del QPR tra l’altro, è italiano, Gianni Paladini, napoletano emigrato in Gran Bretagna trent’anni fa e socio di Antonio Caliendo (ex-procuratore di Schillaci). E lo stesso Paladini, pur ammettendo che la società sia in vendita, ha smentito l’interesse della coppia Briatore-Giraudo. In ogni caso, la scelta del QPR sarebbe alquanto curiosa. Se da un lato l’ubicazione a Londra (nel quartiere di Hammersmith, appena a Ovest del centro) è senz’altro positiva, d’altro canto il vecchio stadio di Loftus Road (che arriva a malapena a 20mila posti) avrebbe bisogno di essere ristrutturato ed ampliato e al tempo stesso l’indebitamento arriva a parecchie decine di milioni di sterline. Vi sono poi aspetti più sinistri, come il fatto che lo stesso Paladini, tempo fa, è stato picchiato e minacciato da un gruppo di energumeni dal mandante ignoto, che volevano costringerlo a svendere il club. Eppure il tam-tam continua. Che il calcio sia rimasto nel sangue dell’ex-amministratore delegato bianconero? E’ possibile che, passato il tempo necessario, stia progettando un ritorno al pallone, magari in un ambiente più soft, meno gridato e sospettoso di quello italiano? Difficile dirlo. Ma se Giraudo dovesse tornare sulla scena calcistica, farlo tramite la porta inglese forse non sarebbe una cattiva idea. /